sabato 31 dicembre 2016

Svuotando la mia Book Jar 2016!

Ogni blogger che si rispetti scrive il bilancio annuale con cura e con anticipo, così da non dimenticare nulla e creare un post completo ed esaustivo che racconti con immagini e parole un anno di libri ed avventure. Io no. Io improvviso perché un po' amo il rischio e poi non ho avuto tempo. Cercherò comunque di non divagare più del necessario e raccontarvi cosa è stato per me questo anno!

Non so se lo sapete, ma quest'anno ho riempito anch'io la mia book jar. Che cos'è?! Sostanzialmente è un vaso, contenitore o scatola dove si mettono dei bigliettini, uno per ogni libro letto con una citazione, un commento o una nota. Mi è piaciuto molto farlo perché altrimenti, tra social network e librerie digitali, si perde il contatto con quello che si è letto e amato. Tirando fuori i vari bigliettini e leggendoli, mi sono resa conto delle emozioni e dei pensieri che ogni libro mi ha suscitato e non sono mancati i sorrisi di compiacimento o le smorfie di disappunto. 
Nella mia book jar c'erano 44 bigliettini! Mi sono lamentata di continuo (e me ne scuso!) del poco tempo disponibile per leggere, soprattutto negli ultimi mesi, ma il bilancio invece è più positivo di quel che pensavo!

All'inizio dell'anno mi ero posta degli obiettivi abbastanza ambiziosi. Ve li metto qui, prima di iniziare a verificare come sono andata! Sia ben chiaro, non sono una patita delle challenges, una di quelle che se non le porta a termine si sente mancare, ma mi piace pormi degli obiettivi e vedere come sono andata. Durante l'anno non verifico mai a che punto sono, mi tengo la sorpresa per la fine dell'anno! Temeraria fino alla fine.


Libri quest'anno ne ho letti 44, quindi ampiamente sopra i 25 programmati. Avevo messo un numero basso perché all'inizio di questo 2016 lavoravo per un pazzoide e il tempo era tutto risucchiato dallo stare dietro alle millemila cose da fare. Quando a marzo il lavoro è finito, il tempo è diventato di più e ho recuperato un po'. Ma siccome non mi piace stare con le mani in mano, ho cercato e cercato fino a che ho trovato sulla mia strada il Servizio Civile (del quale sono felicissima!) e il tempo adesso è di nuovo poco, ma meglio così!
Classici ne ho letti 13. Un po' pochi rispetto alle mie abitudini, ma quasi tutti di qualità. Undici sono ante 1945, due no, ma per la loro popolarità e per il loro successo, si possono inserire a ragione tra i classici dell'ultimo secolo. 
Libri in inglese ne ho letti soltanto cinque. Avendo meno tempo a disposizione, preferisco leggere in italiano perché, ovviamente!, mi risulta più semplice e veloce. I libri che ho letto però mi sono piaciuti molto, anche perché sono andata abbastanza sul sicuro con titoli e autori che volevo leggere e che conoscevo.
Ho letto 28 nuovi autori. Leggere autori nuovi è una cosa che mi riesce abbastanza facile tutti gli anni, quindi non mi stupisce aver raggiunto questa cifra, anzi!, mi sarei stupita del contrario. A parte i miei punti fermi rappresentati da Paullina Simons e dai russi, per il resto mi piace sempre scoprire scritture nuove e storie assolutamente diverse!
Il mio scaffale è sempre in evoluzione, quindi ho letto soltanto 7 libri che avevo sullo scaffale a inizio anno. Gli altri li ho venduti o li ho scambiati, quindi non ci sono più. Scoprire AccioBooks quest'anno è stato una manna dal cielo che mi ha permesso di liberarmi di quei libri che proprio non mi ispiravano più (chissà come erano entrati nella mia libreria!?) e riceverne altri che invece desideravo. Il risultato? Uno scaffale più scarno, ma assolutamente più in linea con i miei gusti e le mie esigenze! 
Ho letto ben 20 libri scritti da donne e questa è una grande conquista! Non so perché, spessissimo, leggo uomini, ma le donne sono sempre scarse sul mio scaffale. Quest'anno la tendenza si è invertita. Sarà che ho maggior consapevolezza di me, sarà che i miei gusti mutano come le stagioni, sarà che avevo bisogno di storie diverse, fatto sta che il risultato mi soddisfa non poco!
Per quanto riguarda invece il mio ultimo proposito: leggere Ulisse di James Joyce, beh, non ce l'ho fatta. Ho iniziato due volte e due volte l'ho riposto sullo scaffale. Aggiungendoci anche il tentativo del 2015, sono a tre approcci con Joyce, tutti e tre falliti. A questo punto mi ritengo sconfitta e non intendo provarci più. Mi terrò il bel ricordo di Gente di Dublino, ma Ulisse no, grazie!

Arrivati alla fine di questa lunghissima carrellata, vi starete chiedendo qual è il libro dell'anno. Rullo di tamburi...

Oblomov di Ivan Goncarov è il libro del 2016!

E' stato difficile scegliere perché ci sono stati altri tre libri che mi hanno catturata in questo 2016: Educazione siberiana di Nicolai Lilin, Io prima di te di Jojo Moyes e Fisica della malinconia di Georgi Gospodinov. Avrebbero meritato tutti e quattro il gradino più alto del podio, ma so per certo che due autori del calibro di Gospodinov e Lilin saranno ben contenti di essere stati battuti da un cavallo di razza come Goncarov. E Jojo Moyes, beh, se ne farà una ragione! I russi non si possono battere, almeno non nel mio cuore.

Se non ricordate quanto fossi esaltata per questo romanzo, vi lascio la mia recensione così da rinfrescarvi la memoria, perché ho letto questo libro a gennaio, quindi è passato molto tempo, ho girato molte pagine e parlato di moltissimi altri libri.

Quest'anno non ci sarà un peggiore, non perché non ci sia effettivamente stato, ma perché mi sembra sciocco tornare a parlare di libri che non mi sono piaciuti. 

Detto questo, passiamo ai buoni propositi per il 2017.

Immagine presa su Pixabay.
Vorrei essere più presente in pagina e sul blog, raccontarvi e raccontarmi di più, riprendere in mano vecchie rubriche lasciate ad ammuffire in un angolino di questo blog e leggere. Leggere libri belli (possibilmente!) e qualche ciofeca perché senza i libri brutti non si possono apprezzare quelli belli. 
Vorrei continuare ad essere la persona che sono adesso, con un lavoro, anche se sottopagato, senza spade di Damocle sulla testa e piena di entusiasmo, con uno sguardo a quel futuro che vorrei e che spero non sia più così lontano.
Vorrei continuare a parlare di libri, tenere la mia book jar e scrivere. Scrivere di libri, di me, di vita e di progetti perché non voglio restare ferma, voglio muovermi e scoprire cose nuove.
Vorrei, finalmente!, andare al Salone del Libro, vivere quest'esperienza e rompervi le scatole con foto, impressioni e acquisti, facendovi salire l'invidia se non ci sarete (scusate, ma a me succede da anni di rosicare!) e incontrando chi di voi ci sarà.
Vorrei mettere su casa, o almeno cominciare a pensare di farlo. Vorrei che il bel periodo che sto vivendo non finisca mai. Vorrei che le persone che ho accanto restassero sempre e mi accompagnassero nel mio percorso di vita che mi sto costruendo.
Vorrei continuare a conoscere persone con la mia stessa passione, persone splendide come tutti voi che mi seguite e imparare sempre cose nuove seguendo i vostri consigli.

Concludo questo post infinito e vi ringrazio se siete arrivati in fondo: tante cose da dire, un sacco di confusione in testa e qualcosa che mi sarà sicuramente sfuggito! Io vi ringrazio virtualmente uno ad uno per il sostegno, i commenti e la comprensione. In questo ultimo anno, puntellato di sfighe e problemi, sono successe moltissime cose positive delle quali sono fiera e ho ricevuto da parte vostra molto appoggio e incoraggiamento. Non so come farei senza questo mio angolino, senza di voi che lo visitate e mi lasciate una parola. Vi ringrazio di cuore e vi do appuntamento al 2017, sperando e augurandovi un anno nuovo ricco di soddisfazioni e libri bellissimi!

venerdì 30 dicembre 2016

Snapshots #21.

Snapshots è una rubrica di recap mensile.

Salve lettori!
Lo so!, il mese non è ancora finito, ma siccome siamo a dicembre e a fine anno di solito scrivo un post tutto dedicato alle letture dell'anno che si conclude, ho pensato di pubblicare un giorno prima il post di recap mensile. 
E' stato un mese strano e molto impegnativo. Non ho avuto molto tempo per leggere, anche se alla fine ho letto tre libri e una graphic novel, e ho scritto poco sia in pagina sia sul blog, ma i nuovi ritmi di vita che ho adottato non mi lasciano più molto spazio. Le settimane volano senza vederle...
Tra servizio civile (che sta andando benissimo!), ripetizioni e attività extra-lavorative, le mie giornate sono piene come uova. Questo mi rende immensamente felice. E' un periodo bellissimo questo per me, mi sento bene, contenta, soddisfatta, utile per me stessa e per gli altri, e questo si riflette in un atteggiamento propositivo e aperto verso gli altri e verso le cose che devo fare. Insomma, è un buon momento che spero possa continuare ancora, ancora e ancora.
Ma passiamo ai preferiti del mese. Cercherò di essere breve e concisa, senza dimenticare nulla però!

Un libro.

Non potevo che scegliere Io prima di te di Jojo Moyes. Come ho già ampiamente spiegato nella recensione, ero molto restia a leggerlo, non pensavo potesse piacermi, ma poi mi sono lasciata convincere e mi dispiace non essermi lasciata convincere prima!
Un libro molto bello e intenso. Se non lo avete letto, buttatevi! Farà male, dannatamente male, ma ne vale la pena. Aspettate il momento giusto però perché non è un libro da leggere a cuor leggero, bisogna essere in un buon momento e non avere fretta. C'è chi, dopo anni, ancora non si è ripreso dallo strazio, e chi, come me, non hanno fatto trascorrere nemmeno ventiquattro ore tra la lettura di questo e l'inizio del seguito. Così, tanto per soffrire tutto in botto e poi non pensarci più!

Una copertina.

Avevo già intravisto questo volume in un paio di video su YouTube, ma l'altro giorno @bookishbrain (la trovate su Instagram) ha postato una bellissima immagine di questo libro e me ne sono innamorata.
Non so se è per la copertina (non questa in foto, ma quella orginale ormai introvabile) o per quello che contiene, ma il volume mi affascina e sarà uno dei miei prossimi acquisti su Wordery!
Voi ce l'avete? Vi piacerebbe averlo? Ditemi che, come sempre, sono molto curiosa!

Una canzone.

A dicembre posso non postare una canzona a tema natalizio? Ok, non sarò l'esempio perfetto di persona con lo spirito natalizio, ma sicuramente a Natale svesto i panni di Mercoledì Addams e mi vesto a festa pure io! Quindi via con le canzoncine natalizie!



Un film.

Dicembre è il mese Disney per eccellenza. I canali televisivi fanno a gara per programmare il maggior numero possibile di cartoni animati, film strappalacrime e quant'altro. E allora io spotto tutti i film Disney andati in onda questo mese. Dal classico Il gobbo di Notre Dame (visto la notte della vigilia con i miei!) al più recente Brave, passando per Mary Poppins, Alice e via dicendo. 
Una menzione a parte la merita Fantaghirò che, questo Natale, è andata in onda con una speciale maratona (che si ripeterà il primo gennaio). Per una nata alla fine degli anni '80, che Natale sarebbe senza Fantaghirò e il bel tenebroso Tarabas? No, ditemi!, che Natale sarebbe?!

Un booktuber.

Da quando ho preso a lavorare, non guardo più praticamente nulla su YouTube, non ne ho il tempo. Però vorrei menzionarvi la splendida iniziativa della mia amica e collega blogger Martina di Un buon libro e una tazza di the che quest'anno ha proposto l'iniziativa "I libri dell'avvento": una serie di video, uno al giorno, per accompagnarci al Natale con argomenti librosi e consigli. Se avete tempo, recuperate questi video perché sono molto belli!

Un articolo.

Mi ero segnata una serie di articoli e autori su un foglietto, ma l'ho perso. Mea culpa, scusate! E, onestamente, non mi ricordo cosa avevo segnato. Perciò niente articolo, solo un consiglio spassionato: se cercate brave penne, fate un salto da Duille e da Cristina, sempre che non lo abbiate già fatto!


Anche per questo mese io mi fermo qui. Spero di avervi dato qualche spunto interessante! Alla prossima!

P.S. i ringraziamenti e i propositi arriveranno nel post dedicato al bilancio annuale!

mercoledì 28 dicembre 2016

Panzerotta e Crocchetto, Ana Oncina.

Titolo: Panzerotta e Crocchetto.
Autore: Ana Oncina.
Casa Editrice: Bao Publishing.
Pagine: 128.


Trama: Panzerotta e Crocchetto è un fumetto amatissimo in Spagna, che racconta, semplicemente, le dinamiche della vita condivisa da una giovane coppia di innamorati. Solo che sono una crocchetta e un panzerotto. Tra serate pigre, il consueto rubarsi le coperte la notte, la scarsa voglia di socializzare dopo lunghe giornate di lavoro e la disputa garbata per decidere che animale domestico prendere in casa, questi due appetitosi innamorati vi conquisteranno, perché vi riconoscerete nel loro modo di essere. La giovanissima autrice Ana Oncina è ormai una celebrità nel suo paese e continua a raccontare le avventure di questa coppia che è un po' in ognuno di noi.



Volevo questa graphic novel da quando ho visto l'anteprima della copertina mesi fa perché, in fondo, sapevo avrebbe parlato di me. Ogni coppia si riconosce almeno un po' nelle avventure di Panzerotta e Crocchetto, nella vita di coppia, nel rubarsi le coperte, nell'amore o odio per l'animale domestico, nella vita sociale e via dicendo...

Il libro si legge in una mezz'oretta e, forse, è un po' poco visto i 15 euro di prezzo di copertina (io l'ho pagato il 15% in meno visto che era in sconto su InMondadori, ma comunque tanto), ma mi sono ritrovata più di una volta a ridere da sola mentre i miei mi fissavano preoccupati e con un mega punto interrogativo stampato in fronte!

Mi sono rivista in più di una scena, in più di una frase o di un episodio. Panzerotta e Crocchetto sono una giovane coppia che cerca di costruirsi una vita insieme tra lavori, impegni e difficoltà, con ironia e tanto amore.
Le tavole sono bellissime nella loro semplicità e fanno tornare alla mente episodi e ricordi.

L'ho letto da sola, in soggiorno, ma non vedo l'ora di poterlo leggere in compagnia del mio ragazzo. Sarà divertentissimo, ne sono sicura! E' una piccola chicca da gustare da soli o in coppia, per sani momenti di divertimento!
Ora aspetto con ansia gli altri volumi (dovrebbero essere cinque, mi confermate?) perché voglio tanto sapere cosa succederà a questo panzerotto e a questa crocchetta che tanto assomigliano alle coppie normali, anche alla mia!

Voi l'avete letto? Vi è piaciuto? Lo vorreste acquistare? 
Io ve lo consiglio, nonostante ci siano alcune critiche negative, soprattutto legate al costo elevato e alla brevità del volume. Non sono una grande esperta di graphic novel, ma penso che questo sia un buon prodotto, originale e divertente. Una possibilità a questa giovane autrice, mia coscritta, io l'ho data. E voi?

martedì 27 dicembre 2016

Dopo di te, Jojo Moyes.

Titolo: Dopo di te.
Autore: Jojo Moyes.
Casa Editrice: Mondadori.
Pagine: 382.


Trama:"Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo. Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante... C'è fame in te, Clark. C'è audacia. L'hai soltanto sepolta, come fa la gran parte della gente. Vivi bene. Semplicemente, vivi!"
Dopo di te è il seguito di Io prima di te, il romanzo di Jojo Moyes che continua a commuovere milioni di lettori. 
Quando finisce una storia, ne inizia un'altra. Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina? Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata. È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima. I sei mesi intensi trascorsi con Will l'hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita. A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare. Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com'è: semplice, ordinaria, rassegnata. Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo. Questo romanzo appassionante e mai scontato è l'attesissimo seguito del bestseller internazionale Io prima di te. Jojo Moyes ha deciso di scriverlo dopo che per tre anni è stata letteralmente sommersa dalle lettere e dalle e-mail di lettori che le chiedevano che fine avesse fatto l'indimenticabile protagonista Lou. 


Che dire, volevo farmi del male. Non mi era bastato ritrovarmi il cuore in mille pezzi dopo la lettura di Io prima di te (trovate la recensione qui), quindi senza indugi ho letto anche il seguito. Dopo anni c'è chi ancora non si è ripreso dalla morte di Will. E io cosa ho fatto?! Ho voluto scoprire subito cosa è successo dopo. Proprio non ce la facevo a restare in sospeso, a non sapere. 
Lo ammetto, per la prima metà del romanzo mi sono annoiata perché l'ho trovato molto artificioso, abbastanza surreale e ricco di espedienti letterari vendi-copia, poi però nella seconda parte tutto ha preso una piega diversa e mi è piaciuto. Non quanto il primo, ma mi è piaciuto. Certo, il finale me lo aspettavo diverso. Di solito questo genere di romanzo finisce con un lieto fine alla Cenerentola, invece qui il lieto fine ha una piega più femminista e auto-realizzante, ma ci sta tutto!

E' molto difficile esprimere quel che penso senza fare spoiler, ma per rispetto di chi ancora non ha letto il seguito (e so che molte ragazze ancora non hanno avuto il coraggio di affrontare questo romanzo) cercherò di fare il possibile.
Allora, come ho già detto, inizialmente l'ho trovato molto artificioso: la comparsa di una persona del passato di Will l'ho trovato un espediente letterario troppo tirato e assolutamente già visto. Tra Lou e questa persona si instaura un tira e molla di avvenimenti e parole che, sinceramente, dura un po' troppo. Solo con l'entrata in scena del figaccione di turno (che, in tutta onestà, mi ha ricordato il mio cuginone, ma non diciamoglielo!) il romanzo si è rivitalizzato e la storia ha cominciato a prendere una piega un pizzico più interessante. 
La Lou di questo seguito è depressa, triste, spenta, persa e avrei tanto voluto prenderla e darle una bella scrollata! Insomma!, con tutto quello che Will le ha dato in termini di ricordi e materiali una dovrebbe almeno sforzarsi di essere se stessa, e invece nulla, fino all'arrivo della persona misteriosa e del figaccione; perché sì!, puoi essere giù quando vuoi, ma quando nella tua vita entrano due tornado, come fai a restare chiusa nella tua bolla di tristezza e commiserazione? Non puoi, e quindi un po' alla volta ti schiudi di nuovo.
Come detto, il finale è da favola per tutti i protagonisti, vecchi e nuovi, lascia uno spiraglio aperto per un terzo volume (e arriverà!, credetemi), ma non è assolutamente da principessa salvata dal principe azzurro, Più che un finale da Cenerentola è un finale alla Brave, dove l'eroina non si fa salvare, ma si alza da sola e si realizza. Un'ottima scelta, soprattutto se penso alle ragazzine che, forse, leggendo questo romanzo possono capire che non siamo più ai tempi della Austen, che le donne possono stare bene da sole e che, anche se hanno un uomo al loro fianco, non necessitano di protezione e non si realizzano se il loro uomo si realizza, ma se la realizzazione è la loro. 

Un romanzo bello, intenso, ma meno del primo, con molti colpi di scena e un insegnamento importante: ogni ragazza può essere ciò che vuole, nulla può più contrapporsi tra un sogno e la sua realizzazione. Se poi al suo fianco c'è pure un bel figaccione, ancora meglio!

domenica 18 dicembre 2016

Io prima di te, Jojo Moyes.

Titolo: Io prima di te.
Autore: Jojo Moyes.
Casa Editrice: Mondadori.
Pagine: 391.

Trama: A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre. "Io prima di te" è la storia di un incontro. L'incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all'improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco.


Non lo volevo leggere. Volevo stare alla larga da uno dei libri più chiacchierati degli ultimi anni, volevo stare lontana da un libro così prepotentemente doloroso e strappalacrime, volevo evitare di essere coinvolta emotivamente da questo romanzo. Poi ho ceduto. Un po' per curiosità, un po' per far contenta un'amica che continuava a consigliarmelo. Ho iniziato a leggerlo ripromettendomi di non farmi coinvolgere, ben conscia dell'impatto emotivo che una storia del genere poteva avere e assolutamente consapevole della trama. Insomma, tutto faceva supporre che avrei potuto leggere il romanzo senza conseguenze. E' stato così per 380 pagine, ma le ultime 10 mi hanno devastata, facendo cadere, anzi precipitare, quel misero castello di carte che mi ero costruita attorno come barriera. Non c'è l'ho fatta!, come mille altre lettrici prima di me, sono stata risucchiata e stritolata dalla storia di Will e Lou e non ne sono uscita indenne.
La mia mamma me lo aveva detto "Ti piacerà!", e io a ripetermi mentalmente che "Sì!, sarà pur un bel romanzo, ma con tutto quello che leggo, non sarà un romanzo d'amore a sconvolgermi. Conosco le dinamiche, la storia e i possibili sviluppi". Vero. Non ci sono stati sviluppi nel libro che mi abbiano sorpresa, ma ci sono state alcune parole, piccole frasi, sussurrate e appena percettibili, che mi hanno fatta sciogliere come una scolaretta alla sua prima cotta. 
Eccomi qui, mi chiamo Antonella, ho 27 anni e sono l'ennesima "vittima" di Jojo Moyes e delle sue storie strappalacrime, strappacuore e stritola anima. E ne sono orgogliosa.

Credo sia umanamente impossibile non farsi coinvolgere emotivamente dalle parole in questo romanzo. Ribadisco parole perché la storia in sé non è del tutto nuova, ma il modo in cui viene raccontata, i dialoghi e l'epilogo la rendono unica nel suo genere. Nella storia di Will e Lou, a fare la differenza non sono luoghi e colori, ma parole, lettere e opinioni. E questo rende il tutto molto accattivante, coinvolgente e dannatamente difficile da sopportare per chi non ha nervi d'acciaio. Chi non è dotato di super-poteri negativi e prova almeno un briciolo di empatia per gli altri (come il buon vecchio Gospodinov mi ha insegnato) non può restare indifferente, non può girarsi dall'altra parte e a stento trattiene le lacrime (giuro che non ho pianto!, ma c'è mancato pochissimo). 

La cosa più difficile da digerire di questo romanzo è il realismo. Tutto è reale, ricorda qualcuno o un fatto che ci ha toccato da vicino, nulla è falso o troppo costruito. La malattia, l'amore, la famiglia, la morte. Tutto è così vero da rendere il romanzo un racconto di vita come pochi. 

In poche righe, credo sia evidente il mio cambio d'opinione sul romanzo e sono a dir poco dispiaciuta di non aver ceduto prima. Ora non vedo l'ora di leggere il seguito, sperando che il mio cuore a pezzettini non venga ulteriormente messo alla prova (cosa che temo succederà). 
Aspetto di conoscere le vostre impressioni e, sono sicura, la maggior parte di voi avrà letto questo romanzo. Vi prego di non spoilerarmi il seguito perché voglio soffrire per conto mio, sola, rannicchiata in un angolino del divano!

mercoledì 14 dicembre 2016

Caduta libera, Nicolai Lilin.

Titolo: Caduta libera.
Autore: Nicolai Lilin.
Casa Editrice: Einaudi.
Pagine: 323.

Trama: Nel settembre dell'anno 1999 la Federazione Russa annuncia ufficialmente l'inizio della seconda operazione antiterroristica nel territorio della Repubblica Federativa della Cecenia e nella zone confinanti con il Caucaso del Nord. Lilin racconta quello che hanno vissuto i giovani dell'esercito russo in quel periodo, durante il loro servizio militare obbligatorio; e quello che hanno vissuto i civili, mentre nella loro terra operavano due eserciti nemici. L'autore di "Educazione siberiana" narra in presa diretta la vera faccia della guerra, quella che non si vede nei film, nei documentari, e che si vede solo a tratti nei reportage giornalistici o nei racconti degli osservatori di pace e dei difensori dei diritti umani. Racconta tutto in modo tale da permettere a ogni lettore di vivere i momenti della guerra, di attraversarla a fianco dei soldati, di sentirne l'oscenità sulla propria pelle. Mostrandone soprattutto le contraddizioni. Un libro che vuole essere apolitico, neutrale; che racconta la guerra, la vita e la morte, le ingiustizie, gli orrori e gli atti di onestà così come apparivano nella vita di ogni giorno in Cecenia; che descrive le sensazioni, la perdita dell'equilibrio, i cambiamenti dell'essere umano che avvengono nel caos, oltre i limiti dell'etica e della morale. Non un saggio storico, ma un romanzo costruito su particolari veri, con vite vere. 


Se avete letto la mia recensione di Educazione siberiana, potete capire quanto volessi leggere anche il secondo capitolo della trilogia. Ci ho messo molti giorni perché il tempo libero è sempre meno, ma ne è valsa la pena!
Anche il secondo volume della trilogia siberiana è un concentrato di vita (in guerra), di persone e di emozioni. Il lettore si trova a marciare al fianco dei soldati, a soffrire con loro durante un attacco e a sparare all'impazzata contro i nemici. Il livello di coinvolgimento è altissimo.

A dispetto di quello che si potrebbe pensare, Lilin non scrive un libro politico, anzi!, racconta con naturalezza e semplicità quello che accadeva in guerra, senza mezzi termini e giri di parole, ma non con gli occhi di chi stava a Mosca sorseggiando tè nero, bensì con quelli di chi la guerra in Cecenia l'ha vissuta e sofferta sulla propria pelle. Questo rende il romanzo coinvolgente e unico nel suo genere, personale e fin troppo reale.

Ammetto che, per gli argomenti trattati, ho preferito Educazione siberiana a Caduta libera, ma solo perché leggere certi passaggi non lascia indifferenti e sconvolge un pochino. Ora non vedo l'ora di procurarmi anche il terzo volume e completare la lettura della trilogia (cosa che accadrà nel 2017 ormai).
Io non so se avete mai letto Lilin, se è il vostro genere o meno, ma io ve lo consiglio. Ne vale sicuramente la pena, se non altro perché racconta la vita vera, quella che i telegiornali e i giornali infarciscono di troppa retorica e poco buonsenso. Non c'è che da imparare dalle pagine scritte da Lilin e la lettura non serve un po' anche a questo? Tuffatevi! Potreste sentirvi persi leggendo certe vicende, ma Lilin vi terrà per mano e vi guiderà per strade poco battute, ma che nascondono un grande fascino e molto potenziale!

sabato 3 dicembre 2016

Snapshots #20.

Snapshots è una rubrica di recap mensile.
Salve lettori!
Eccomi qui con qualche giorno di ritardo a scrivere il post sui preferiti di novembre. Volevo scriverlo ancora martedì scorso, così da essere pronta per l'ultimo giorno del mese, ma poi gli impegni di lavoro mi hanno impedito di tener fede al mio proposito (perché sì!, anche se ti dicono che non lo è, il Servizio Civile è a tutti gli effetti un lavoro, fatto di orari, riunioni ed imprevisti). Volevo scriverlo ieri, ma poi mi sono persa dietro ad altre faccende. Stamattina, mentre i primi biscotti natalizi si cuociono in forno, recupero quello che avrei dovuto fare già alcuni giorni fa.

Il mese di novembre è stato pieno di novità, scoperte e nuovi inizi. Sono stata risucchiata dalla mia nuova quotidianità ed il tempo per occuparmi delle mie cose, letture e blog compresi, è diminuito notevolmente. Non starò di nuovo a raccontarvi cosa mi è successo ultimamente perché ve ne ho già ampiamente parlato nei post di aggiornamenti casuali, se ve li siete persi potete recuperarli qui

Ora passiamo ai preferiti del mese, sperando di non fare un poema anche questa volta.

Un libro.

A novembre ho letto poco rispetto ai miei standard: due soli libri. Entrambi mi sono piaciuti molto e mi hanno dato tantissimo, ma ho deciso di scegliere come libro del mese Educazione siberiana di Nicolai Lilin perché è un libro incredibile che mi ha trasmesso molte emozioni. 
A novembre è stata l'unica recensione che ho scritto, quindi per le chiacchiere vi rimando al post relativo, senza ripetermi.
Quello che vorrei sapere invece da voi è se lo avete letto e come lo avete trovato. Ho sentito pareri contrastanti su questo romanzo e, in tutta onestà, mi è difficile capire come non si possa almeno apprezzare un pizzico questa storia di vita.

Una copertina.

Ho visto questa copertina su Instagram e, sebbene io non abbia la benché minima idea del contenuto di questo volume, ho deciso che devo averlo.
Sapete dirmi qualcosa di questo libro? Perché va bene invaghirsi di una copertina e tutto, ma almeno sapere cosa si andrà a comprare non è male. Insomma, va bene la famosa frase "Shut up and take my money", ma fino ad un certo punto.
Venitemi in soccorso e datemi qualche informazione in più su questo libro. Grazie!

Una canzone.

Questo mese ho la canzone! Anzi!, ho un'artista. Lo so, lo so, non credete a quello che state leggendo, ma è la verità. Dopo mesi, finalmente, sono uscita da quel tunnel di buio senza novità ed ho scoperto lei: Oonagh. Non capisco quasi niente di quello che canta perché è un'artista tedesca, ma mi piace moltissimo. Gli accordi, le atmosfere dei suoi video, le tonalità, tutto mi piace e mi mette in un mood positivo e sereno. Quindi oggi vi regalo una delle sue canzoni.


Un film.

Il mese scorso vi avevo citato tre film, questo mese non vi cito un film, ma un film-tv, ovvero La classe degli asini. Lo hanno trasmesso in prima serata su RaiUno e, ammetto, inizialmente ero un po' scettica, ma a casa mia avevano deciso di vedere quello e io di conseguenza. Ok, non si tratta di un capolavoro e molte cose possono essere contestate, ma la storia in sé mi è piaciuta e credo che il messaggio fosse forte e chiaro. Voi lo avete visto?


Questa volta mi fermo qui: niente booktuber e niente articolo del mese. Non ho avuto molto tempo né per seguire la comunità di BookTube e nemmeno per leggere le bellissime cose che i miei colleghi blogger e/o testate giornalistiche online scrivono. Praticamente sono rimasta ai margini del mondo virtuale per quasi tutto il mese. Spero con tutto il cuore di recuperare a dicembre, anche perché ho visto in giro alcune belle iniziative natalizie e alcuni progetti che vorrei scoprire maggiormente.
E voi cosa mi dite? Quali sono stati i vostri preferiti del mese? Alla prossima!

domenica 27 novembre 2016

Pills of Books. #15

Pills of Books è una rubrica domenicale nella quale vi regalo e mi regalo una breve citazione tratta dal libro in lettura seguita da un brevissimo commento.

[...] In una simile esistenza di porcellana, si sente il bisogno di essere sicuri che tutto vada bene, per timore di inciampare nelle proprie speranze e ritrovarsi con un mucchio di cocci di terracotta.
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La Notte è il mio Giorno preferito - amo così tanto il silenzio - il silenzio, non la semplice sospensione del suono - ma quelli che tutto il giorno parlano di nulla, scambiandolo per letizia...-
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-Lo Spirito non è mai due volte uguale, ma sempre un altro- e ancora più divino. Oh l'avessi scoperto prima! Ma la Tenerezza non dà appuntamenti -arriva- e travolge. Il tempo che l'ha preceduta -è un nulla, e allora perché dargli fondamenta? Un nulla è tutto il tempo che la seguirà. E quindi ne consegue che il tempo stesso è abrogato.
Un vulcano silenzioso, la vita - Emily Dickinson

Ci ho pensato molto. Non sapevo se parlarvi di questo libricino in una recensione tradizionale o in un post diverso. Poi ho deciso di parlarvene qui, per lasciare più spazio alle parole della Dickinson che alle mie, perché sarebbe assurdo mettersi a commentare questa sessantina di pagine che già da sole dicono tutto. Basta leggere i tre estratti sopra, tratti da tre differenti lettere della poetessa, per capire tutto quello che c'è da capire. Io sono rimasta incantata dalla potenza dei pensieri e dalla capacità di giocare con le parole di questa donna.
Mai cinque euro furono meglio spesi! Io ve lo consiglio di cuore. 
Voi avete mai letto questa autrice? E questo piccolo gioiellino targato L'Orma Editore? Fatemi sapere cosa ve ne pare. Alla prossima!

sabato 26 novembre 2016

Random Updates. #3

Rubrica a cadenza casuale per aggiornamenti a caso.
Salve lettori!
Il tempo scarseggia e allora eccomi qui a scrivere il terzo post di aggiornamento-fiume in pochissime settimane. Questa cosa, temo, mi sta sfuggendo un pochino di mano. Ho notato però che questo genere di post vi piace, quindi non mi sento particolarmente in colpa.

Il fatto è che, come la mia amica e collega Duille (non conoscete il suo blog?! Rimediate subito!) mi aveva preannunciato, il Servizio Civile tende ad inghiottire il povero civilino, almeno all'inizio dell'esperienza. Poi le cose si assestano, credo. 
Dall'ultima volta che ho scritto, le cose sono leggermente migliorate: ho un orario abbastanza regolare, ho delle mansioni ben definite e degli impegni da rispettare. Insomma, piano piano mi si sta delineando davanti la mia quotidianità che sarà, per buona parte, caratterizzata da social network, grafica e siti internet. Quello che ho iniziato a fare e che andrò a fare mi piace molto e sono davvero contenta. Credo che la scelta del Servizio Civile sia la seconda scelta fortunata e giusta che faccio in campo lavorativo-esperienziale-formativo, dopo i tre mesi in Inghilterra ovviamente. 
Da questa settimana sono quindi la civilina di due piccole pro loco (da voi ci sono le pro loco?!): Pro Loco Cimone (mia sede di progetto) e Pro Loco Monte Bondone. Anche se non credo serva specificarlo, se siete curiosi di vedere cosa combino, potete seguire le due pagine Facebook!

Domenica scorsa ho partecipato al mio primo evento da civilina. Mi sono occupata delle fotografie durante la manifestazione organizzata in occasione della festa del Ringraziamento e sono anche stata presentata ufficialmente a tutta la gente presente! E' stato abbastanza strano perché tendo ad essere una persona riservata e timida e trovarmi lì davanti a tutte quelle persone è stato davvero strano. E' stata comunque una splendida giornata e credo che il mio responsabile abbia ragione: ho buone probabilità di diventare la loro mascotte ufficiale (ma sia chiaro!, non indosserò nessun costume sciocco o piume per attirare l'attenzione del pubblico). 
A festa terminata, mi hanno chiesto di scrivere un articolo per la rivista delle locali pro loco. Un articolo diverso, non la classica 'lista della spesa'. Lettori!, il panico. Fissavo il foglio bianco senza idee, non sapendo da dove cominciare. Presa dalla disperazione, ho fatto anch'io una lista, ma non della spesa, bensì delle cose fondamentali da dire, di quei concetti che non potevano mancare. Per fortuna mi sono sbloccata e ne è uscito un articolo diversissimo, unico e personale che è piaciuto molto al mio tutor e che, spero, piacerà a chi lo leggerà (ovviamente non mancherò di mostrarvelo!).

E ora la questione più 'spinosa': i libri. Sono riuscita ad uscire da quell'incresciosa situazione nella quale mi trovavo la scorsa settimana. Ho letto tutti i libri che dovevo leggere per il Servizio Civile (ben quattro!), ho terminato e recensito (trovate la recensione qui) Educazione siberiana di Nicolai Lilin e ho iniziato un nuovo libro. Quindi direi che la situazione si è normalizzata e tutto procede come deve.
Sempre per restare in tema libroso, prima di chiudere, volevo dire che sono arrivati i libri per le vincitrici del giveaway e che li ho spediti stamattina (se volete vedere di che libri si tratta potete guardare sulla pagina Facebook o su Instagram).

Bene, anche per questa volta è tutto. Spero di avervi tenuto compagnia per cinque minuti e di avervi strappato un sorriso. Ma prima di salutarvi, un paio di domandine veloci. Cosa state leggendo ultimamente? Continuano a piacervi i post di questo tipo?
Alla prossima!

venerdì 18 novembre 2016

Educazione siberiana, Nicolai Lilin.

Titolo: Educazione siberiana.
Autore: Nicolai Lilin.
Casa Editrice: Einaudi.
Pagine: 343.

Trama: Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell'ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. In Transnistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra. Nel quartiere Fiume Basso si viveva seguendo la tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi con gli "sbirri" o i minorenni delle altre bande. Lanciando molotov contro il distretto di polizia, magari: "Quando le vedevo attraversare il muro e sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai primi segni di fumo nero che come fantastici draghi si alzavano in aria, mi veniva da piangere tanto ero felice". La scuola della strada voleva che presto dal coltello si passasse alla pistola. "Eravamo abituati a parlare di galera come altri ragazzini parlano del servizio militare o di cosa faranno da grandi". Ma l'apprendistato del male e del bene, per la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d'imparare a essere un ossimoro, cioè un "criminale onesto". Con uno stile intenso ed espressivo, anche in virtù di una buona ma non perfetta padronanza dell'italiano, a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure decisamente comico, Nicolai Lilin racconta un mondo incredibile, tragico, dove la ferocia e l'altruismo convivono con naturalezza.


Chi mi conosce sa che volevo leggere questo romanzo da moltissimo tempo. Volevo leggerlo appena uscito, ma non mi sentivo pronta. Sentivo pareri contrastanti e persone che mi dicevano che si trattava di un romanzo crudo e difficile da digerire. Allora ho aspettato. Dopo eterne indecisioni, ho acquistato la mia copia ancora in primavera, ma non era ancora il momento. 
Il momento è arrivato solo questo mese, ma la spinta me l'ha data l'incontro con Nicolai Lilin ad agosto perché, sì!, ho avuto la fortuna di incontrare l'autore e di assistere ad una sua conferenza. 
Incontrarlo dal vivo è sempre stato un mio sogno. Non so per quale motivo perché, in realtà, i suoi libri non li avevo ancora letti, ma Lilin in quanto essere umano mi ha sempre incuriosita e attratta. Il sogno si è avverato e sentirlo raccontare della sua vita, delle sue esperienze, delle sue sofferenze, mi ha permesso di avere in mano la chiave di lettura giusta per Educazione siberiana, romanzo da sempre chiacchierato e discusso. Non starò a raccontare qui tutto quello di cui ha parlato nel corso della conferenza, vi basti sapere che io ho avuto la sensazione costante di avere davanti a me un uomo integro, con grandi valori e ideali, colto (avreste dovuto sentire come parlava di Bulgakov, Tolstoj e della Letteratura Russa in generale!) e in pace con se stesso, nonostante quello che nella vita ha passato e ha fatto. Insomma, un grande uomo che ha molto da dire e che molto può trasmettere a chi ha voglia di ascoltare.

Ma passiamo al romanzo. Educazione siberiana, come la maggior parte di voi saprà, è il primo capitolo di quella che è stata definita Trilogia siberiana (il secondo volume, Caduta libera, l'ho già recuperato, ma mi manca Il respiro del buio che sto cercando...) e da esso è stato tratto anche un film diretto da Gabriele Salvatores. Si tratta di una biografia romanzata (ma non troppo!) dello stesso Lilin dall'infanzia all'arruolamento non volontario nell'esercito russo. Questo primo volume è incentrato su educazione, valori e abitudini della comunità siberiana, con particolare attenzione al rapporto tra bambini e anziani, portatori e custodi di una cultura millenaria e complessa che vuole essere preservata e salvaguardata. 
Tutto il romanzo è caratterizzato da un velo di tristezza, di perdita e di dolore. Si alza nitido tra le parole un grido silenzioso di incertezza e rammarico per quello che, nel tempo, la comunità siberiana ha perso o si è vista strappare. Lilin racconta la sua vita, ma anche la vita di un intero popolo, una vita basata su rituali, parole, gesti e situazioni che non hanno più modo e motivo di esistere ai nostri giorni.
Educazione siberiana non va letto solo come biografia, va letto come romanzo di formazione e romanzo di un popolo. Tutti gli episodi narrati possono destabilizzare il lettore per la violenza o la crudeltà, ma proprio per la loro difficile comprensione raccontano meglio di ogni altra cosa una realtà vera e così lontana dal nostro immaginario.

Arrivata a questo punto, con un finale non finale, non vedo l'ora di leggere anche i capitoli successivi di questa trilogia perché, dopo l'incontro con l'autore, so già cosa aspettarmi, ma non so in che misura. 
Voi avete letto questa trilogia? Vi è piaciuta? Fatemi sapere, come sempre, le vostre impressioni. Alla prossima!

domenica 13 novembre 2016

Pills of Books. #14

Pills of Books è una rubrica domenicale nella quale vi regalo e mi regalo una breve citazione tratta dal libro in lettura seguita da un brevissimo commento.

Di fronte a due terapeuti dotati di carisma e prestigio, nessuno dei quali era presumibilmente in grado di nascondere il proprio coercitivo ottimismo, i pazienti, sia pure inconsciamente, obbedirono recitando la parte che ci si aspettava da loro; ne seguì puntualmente la solita pantomima di trance, crisi e "guarigioni". E dato che il comportamento di ogni soggetto aveva per testimoni tutti i ricoverati del reparto, l'influenza terapeutica della "immaginazione" crebbe in progressione geometrica, garantendo così un successo unanime.  
Perdere Conoscenza, Jonathan Miller, tratto da Storie segrete della scienza

Oggi è domenica e, ogni tanto, mi ricordo di pubblicarvi una puntata di questa rubrica. Avendo in lettura ben quattro libri al momento (sono pazza!, non penso di poterne uscire), non sapevo quale utilizzare per la citazione di oggi. Poi ho optato per Storie segrete della scienza, libro che mi è stato prestato alcuni giorni fa dal responsabile del mio progetto di Servizio Civile.
Non sono una tipa da saggistica e so che, estrapolata dal suo contesto originale, questa frase si presta a molteplici interpretazioni, ma lasciate che vi dica cosa ha fatto pensare a me una frase così, seppur snaturata dal suo quadro originale.
I terapeuti sono gli esperti di marketing, comunicazione e commerciali. I pazienti siamo tutti noi (inteso come umanità) che ci facciamo raggirare dai nuovi mezzi di comunicazione e ci lasciamo influenzare da tutto e tutti, dimenticandoci del nostro Io e delle nostre capacità ed esigenze. Trance, crisi e guarigioni sono le nostre reazioni al mondo virtuale che, sempre più spesso, viene assimilato al mondo reale; reazioni che ci etichettano come persona di successo o eterno sfigato e che potrebbero essere ben identificate nei 'mi piace' e nei commenti ricevuti ogni giorno. In questa mia interpretazione, il messaggio è chiaro. Se sei il comunicatore e sei bravo nel tuo mestiere (sia esso marketing o commerciale), la gente ti crederà, renderà il tuo messaggio o il tuo prodotto virale, e tu avrai successo.
Lo so, forse mi sono spinta un filino oltre con la fantasia, ma penso non sia un'interpretazione così errata, anzi!, ci sta proprio bene.
Voi che cosa ne pensate? Mi sono lasciata travolgere un po' troppo da quello che sto vivendo ultimamente? Aspetto di conoscere le vostre opinioni. Alla prossima!

sabato 12 novembre 2016

Random Updates. #2

Rubrica a cadenza casuale per aggiornamenti a caso.
Salve lettori.
Non avrei mai immaginato che questo tipo di post potesse piacervi così tanto, ma, viste le risposte positive, ho pensato di utilizzarloe ancora per aggiornarvi un pochino. 
Ve l'ho detto la scorsa settimana: ho iniziato il Servizio Civile. Ciò significa che devo ingranare la marcia giusta per stare dietro a tutto quanto. Sapevo non sarebbe stato facile inizialmente, ma mi sento tanto una di quelle trottoline che da bambini si trovavano nelle uova pasquali e che, inevitabilmente, finiva sbatocchiata contro ogni superficie della casa. Ecco, io in questi ultimi dieci giorni sono stata quella trottola.
Ieri ho visto un piccolo spiraglio di luce e forse la prossima settimana riuscirò ad organizzare meglio tempi e luoghi così da avere più tempo anche per il blog.

Il post chiacchiericcio di oggi ho deciso di scriverlo per raccontarvi lo status delle mie letture. Ammetto di non essermi mai trovata in uno stato così incasinato. Ora vi spiego.

Nella foto qui a fianco, potete vedere tutti i libri in lettura (ne manca uno che ho prenotato in biblioteca e che spero arrivi presto).
Educazione siberiana di Nicolai Lilin è il libro che sto leggendo per me, nel senso che è un libro di piacere se così si può dire. Mi sta piacendo, ma non riesco ad andare avanti come vorrei.
Storie segrete della scienza di AA VV mi è stato prestato dal mio referente per il Servizio Civile. Credo che la lettura di questo volume abbia una certa utilità, anche se ancora non ho capito in cosa consiste. Non sono una tipa da saggistica, preferisco i romanzi, ma starò a vedere cosa deve dirmi anche questo volumetto.
La maschera della terra di Franco Battisti e Cimone di Flavio Bonatti sono due libri che ho preso in biblioteca (ebbene sì!, dopo anni ho preso un libro in prestito) per documentarmi sulla storia e le tradizioni di Cimone. Vi starete chiedendo perché. Semplicemente perché la Pro Loco di cui mi occupo è quella di questo piccolo paese e per ideare contenuti web intelligenti serve prima documentarsi su carta (alla faccia di chi ritiene che la carta sia ormai obsoleta). E anche il volume mancante è un libro su questo paese e la sua storia.

Onestamente non mi è mai capitato di dover leggere così tanti libri nello stesso lasso di tempo, ma sarà una sfida con me stessa, con le mie diottrie e con la mia memoria. Chissà cosa salterà fuori!

Prima di chiudere, vorrei ringraziare tutti quelli che hanno deciso di partecipare al giveaway per il secondo compleanno del blog che scade domani alle 23:59. Ho apprezzato moltissimo tutti i vostri messaggi e il vostro sostegno!
Come sempre, aspetto di sapere la vostra sui titoli citati e se vi è mai capitato di trovarvi in una condizione simile. Alla prossima!

venerdì 4 novembre 2016

Random Updates. #1

Rubrica a cadenza casuale per aggiornamenti a caso.

Salve lettori!
E' il mio primo post completamente chiacchiericcio, il primo nel quale non so già in precedenza cosa scrivere, quindi leggetelo come leggereste una pagina di diario, perché in fin dei conti, di questo si tratta.

Ci ho pensato a lungo. Mi sono chiesta: 'Anto, ma sei convinta di volerti buttare in questi aggiornamenti a caso? Vuoi raccontarti un pizzico in più?', e sapete una cosa?, la risposta è stata affermativa. Lo sapete bene, con il blog sono cresciuta e un po' alla volta ho messo da parte la timidezza e la paura di raccontarmi. Questi aggiornamenti a caso rappresentano un ulteriore passo verso la costruzione di self confidence e self esteem che tutti dobbiamo fare nella nostra vita, ma che per i timidi (e anche per altre categorie) è sempre più complessa. 
Intendiamoci, non sono né una persona chiusa in se stessa e nemmeno una persona asociale, ma preferisco in generale ascoltare piuttosto che raccontarmi. Non per paura del giudizio in sé perché, sinceramente, poco me ne frega, ma perché tendo a tenermi bello e brutto per me.

In questi due anni ho piano piano messo per iscritto me stessa, i miei pensieri e le mie aspettative e, molto spesso, voi mi avete dato risposte, suggerimenti e consigli. Tutto ciò che scrivo in questo contenitore che è il blog è sempre più personale e mio. Quando mi leggete, sempre più di frequente, mi fate notare quanto sia evidente la mia persona in quelle parole e, se questo è possibile, io sto raggiungendo i miei obiettivi. 
Negli aggiornamenti a caso vorrei fare lo stesso, trasmettervi la me-persona allo stesso modo in cui nella rubrica Confession of a Book-Blogger vi racconto la me-lettrice. Ci riuscirò?, solo il tempo potrà dirlo. E voi, ovviamente! L'idea di questi post nasce dalla mia intenzione di pubblicare almeno due post a settimana e post di questo tipo sono ideali se il tempo scarseggia.

Come ho già scritto, ho iniziato il mio Servizio Civile pochissimi giorni fa. Al momento è ancora tutto nebuloso, ovvero in via di definizione. L'unica cosa che ho capito è che dovrò sapermi destreggiare tra più cose e dovrò far combaciare tempi e luoghi come un prestigiatore esperto. Quello che andrò a fare, anche se non completamente definito, mi ispira moltissimo. Mi occuperò principalmente di social media managing e promozione in tutte le sue sfumature e, ovviamente, spero poi di poter operare direttamente 'sul campo' per gli eventi che andrò a promuovere e dei quali scriverò. Ma questo lo scoprirò più avanti, e voi con me.
Mi avevano detto che i primi giorni sarebbero stati confusi e bizzarri, e in effetti così è stato. Si deve ingranare la marcia giusta, ma poi il viaggio sarà piacevole. Ne sono certa.

Per quanto riguarda il resto, ho terminato L'abbazia di Northanger di Jane Austen con grande fatica. Ma, visto che il gruppo di lettura era il mio, non potevo non finirlo. Ne parlerò più avanti, quando la lettura di gruppo sarà conclusa, ma di certo non è un libro che ho amato.
Ora sto leggendo Educazione siberiana di Nicolai Lilin. Volevo leggerlo da molto e mi aspettava da tempo sul comodino. Ora è il suo momento e, credo, sarà un gran momento. 

Per questa volta mi fermo qui. Ditemi cosa pensate di questa nuova tipologia di post, se vi piace oppure no. Se vi va commentate sotto, raccontatemi qualcosa di voi, lasciatemi un'impressione. Alla prossima.

P.S. Mentre scrivevo questo post, stavo ascoltando alcuni brani di Oonagh. Sono entrata in fissa con questa ragazza, anche se il tedesco proprio non lo capisco (mi fermo ai vocaboli base). Io sono estasiata da lei e dai suoi video. Tanta roba.

lunedì 31 ottobre 2016

Snapshots #19.

Snapshots è una rubrica di recap mensile.
Salve lettori!
Ottobre è volato, si è portato via le mie ultime settimane di eccessiva e noiosa tranquillità e arriveranno frenesia e giornate così piene che non basteranno nemmeno 48 ore! Ma sono contenta perché sta per iniziare una grande avventura che mi permetterà di mettermi alla prova e di imparare molto (ovviamente sto parlando del Servizio Civile che inizierò il 2 novembre; se non sapete di cosa parlo spulciate il recap del mese scorso dove spiego meglio il tutto). 
Dalla prossima settimana, quindi, dovrò sapermi destreggiare tra Servizio Civile, ripetizioni, blog, corsi vari a cui mi sono iscritta, banda, impegni e, non sarebbe una cattiva idea, pure studio. Le prime settimane saranno un delirio, già lo so, ma poi ci prenderò l'abitudine e tutto scorrerà liscio, o almeno spero!
Come sempre, non mancherò di tenervi aggiornati, per quanto mi sarà possibile.

Prima di iniziare con le istantanee di ottobre, un paio di note di servizio. 
Il 24 ottobre è iniziato il nuovo gruppo di lettura del blog. Questa volta stiamo leggendo insieme L'abbazia di Northanger di Jane Austen (#GdLziaJane). Siete ancora in tempo per partecipare, se volete. Ci sono quattro settimane di tempo per leggere il romanzo prima della discussione finale che si terrà sul gruppo Facebook (aggiungetevi che si parla di libri e c'è bella gente!). 
Sul blog è in corso anche uno speciale giveaway in occasione del prossimo secondo compleanno del mio angolino sulla blogosfera. Spero decidiate di partecipare perché ci tengo molto!
E, last but not least, ho creato una mail tutta dedicata al blog (gardenlibrary_blog@outlook.it) quindi se volete scrivermi, farmi domande o raccontarmi qualcosa, potete scrivermi direttamente a questo indirizzo e sarò felicissima di rispondervi.

E ora cominciamo!

Un libro.

Il libro del mese è, senza ombra di dubbio, Aristotle and Dante discover the Secrets of the Universe di Benjamin Alire Sàenz. Per almeno due volte avevo inserito questo libro nella categoria Copertina del mese, quindi già mi avete sentita parlarne e riparlarne. E, come se non bastasse, vi ho proposto anche una recensione medio-lunga sul blog. 
Non contenta, ve lo cito anche qui perché è davvero un bel romanzo, uno dei migliori young adult che mi sia capitato di leggere, con un finale che insegna a non discriminare e a non discriminarsi. Bellissimo.

“Another secret of the universe: Sometimes pain was like a storm that came out of nowhere. The clearest summer could end in a downpour. Could end in lightning and thunder.”

Una copertina.

L'altro giorno sono passata in libreria per acquistare il libro per il gruppo di lettura. Sono entrata con un immaginario paraocchi ben piantato in faccia, perché lo scopo della mia visita nel paradiso-dei-lettori era chiaro e mirato e il mio portafoglio non poteva permettersi distrazioni. Quindi, effettivamente, ho visto ben poco, ma un libro ha attirato ugualmente la mia attenzione: Tutti i racconti di Roald Dahl, edito da Longanesi.
Sarà per quella copertina tutta rossa con quei ghirigori dorati, sarà che una copertina così richiama i bei tempi andati, sarà che è un po' che vorrei rileggere qualcosa di Dahl (che temo di aver snobbato un pizzico di troppo durante l'infanzia), fatto sta che è l'unica copertina che è riuscita a smuovere il mio paraocchi immaginario.

Una canzone.

E ci risiamo! Nessuno mi ha consigliato nuova musica da ascoltare e io sto, di nuovo!, per citare i triti e ritriti Cranberries. Non che mi dispiaccia, ma sta diventando un po' noiosa come cosa. E allora no!, non menzionerò nessuna canzone, ma vi invito caldamente a consigliarmi nuovi gruppi, singoli o duo, italiani o stranieri. Non ho un genere preferito, vado abbastanza a sensazione e a periodi, quindi buttatevi! Suggeritemi titoli e artisti. Io non aspetto altro. 
Ormai sta diventando una supplica più che una richiesta! Aiutatemi!
Questo è quello che avrei scritto se Mr Tubo (YouTube per gli amici) non mi avesse consigliato le Celtic Woman. Si tratta di un progetto, più che di un gruppo, visto che le componenti cambiano continuamente, ma la loro musica mi è entrata in testa e non me ne libero più. Sono due giorni che le ascolto e riascolto. Credo mi piaccia più il sound che non le parole (anche perché le canzoni in celtico non le capisco!), ma fatto sta che sono incantata. Ci scommetto che voi già le conoscevate, ma io arrivo sempre tardi.
Comunque non siete esentati dal propormi nuova musica. Ne ho bisogno!



Un film.

Questo mese vi stupirò. E sapete perché?! Ho tre film da citare! Si passa dal deserto più assoluto a ben tre titoli. Mi faccio paura da sola.

Ad inizio ottobre ero a casa, bloccata per un problemino al piede, e ne ho approfittato per recuperare un classico senza tempo che, ahimè, ancora non avevo visto. 
Sto parlando di Colazione da Tiffany con l'eterna Audrey Hepburn. Non so perché non l'avevo mai visto prima, ma sono felice di aver recuperato perché è davvero un bel film.
Non so se mi sia piaciuta di più l'atmosfera newyorkese, l'interpretazione della Hepburn o il ruolo del gatto, ma mi è piaciuto. Si tratta indubbiamente di un classico senza tempo che non ci si stufa mai di vedere o consigliare.

Ma il film migliore di ottobre è sicuramente Saving Mr Banks. Cioè, occhi a cuoricino dalla prima all'ultima battuta. Silenzio rigoroso in soggiorno, nessun respiro, starnuto o rumore ammesso. Adorante silenzio per un capolavoro targato Disney che mi ha lasciata incantata.
Dopo aver visto questo film non posso più guardare a Mary Poppins con gli stessi occhi: mi sono state rivelate troppe verità e ho accumulato tante informazioni che la mia venerazione per il personaggio e la sua inventrice non possono che essere aumentate. 
Se non lo avete visto, non indugiate oltre e guardatelo!

L'ultimo film che voglio citare questo mese è Grace of Monaco con Nicole Kidman. Non voglio addentrarmi nelle discussioni sulla fedeltà di quello che è stato riportato sul piccolo schermo o sui fatti più o meno legati al reale vissuto raccontati. Io cito questo film perché ho trovato la Kidman perfetta e assolutamente nel ruolo. Un'interpretazione eccellente.
So che questo film ha ricevuto molte critiche e che i Grimaldi non hanno visto di buon occhio questa produzione, ma secondo me rende bene l'idea del sacrificio e dell'amore che hanno portato questa attrice americana, figlia di un costruttore, a diventare la principessa icona di stile che tutti ricordiamo.
Secondo me merita.

Un booktuber.

Questo mese torno a consigliarvi una booktuber italiana. Sto parlando della mia cara amica Martina Belli (già blogger di Un buon libro e una tazza di tè). Sul suo canale propone video legati ai libri, alla sua vita da libraria e qualche vlog. A me piace molto ascoltarla, è un'ottima compagnia e suggerisce sempre titoli interessanti, abbastanza in linea con i miei gusti. Ovviamente, vi consiglio di sbirciare anche il suo blog, anche se, ultimamente, è in pausa, perché ci trovate belle recensioni e qualche articolo interessante. 

Un articolo.

Silvia del blog Cinebooks Blog ha ideato un'iniziativa molto interessante denominata Share Your Blog. In cosa consiste?! In una serie di interviste a blogger i cui blog hanno meno di 100 follower per farsi conoscere e condividere la propria passione. Anch'io sono stata ospite di Silvia e quindi vi consiglio di leggere la mia intervista. Vi consiglio di passare a trovare Silvia nel suo angolino perché merita davvero.


Bene!, questo eterno post (ultimamente mi sto dilungando un po' troppo quando scrivo) è finito. Io aspetto di conoscere i vostri consigli, i vostri preferiti e le vostre impressioni. Alla prossima!

giovedì 27 ottobre 2016

Which books might you read if you want to...? #2

Which books might you read if you want to...? è una rubrica a cadenza random nella quale vi consiglio dei libri legati dallo stesso filo conduttore.

Which books might you read if you want to...LEGGERE LE MILLE SFUMATURE DELL'ANIMO FEMMINILE?

Salve lettori!
Per questo nuovo appuntamento ho scelto un tema molto difficile: quali libri leggere per cogliere le mille sfumature dell'animo femminile. Osservando la mia libreria, mi è caduto l'occhio su alcuni libri che, per me, sono diventati Imperdibili, ovvero libri che non posso che consigliare e ri-consigliare; libri intensi e unici che parlano di donne mettendone in luce le mille sfaccettature. 
Ecco allora che ho pensato di suggerirvi tre titoli per leggere le donne (e, ovviamente, come se servisse specificarlo, sono tre libri scritti da donne).

I tre libri che ho scelto sono:
  1. Amore colpevole di Sof'ja Tolstaja (trovate la recensione qui);
  2. Nemico, amico, amante... di Alice Munro (trovate la recensione qui);
  3. La porta di Magda Szabò (trovate la recensione qui).
In tutti e tre i libri, i personaggi femminili sono il fulcro attorno al quale gira tutta la vicenda.
Le donne di questi romanzi e di questi racconti (il libro della Munro è una raccolta di nove racconti) sono personaggi intensi, ricchi di sentimenti e contraddizioni, coraggiose e, allo stesso tempo, schiave delle convenzioni sociali (specialmente in Amore colpevole). 
Leggendo questi libri si possono riconoscere le mille sfumature dell'animo femminile ed i suoi desideri. 
Ogni donna può riconoscersi, almeno in parte, in una delle donne narrate oppure riconoscervi qualcuno che si conosce o che si è conosciuto.

Non è semplice cogliere e mettere per iscritto le sfumature dell'animo umano (femminile o maschile che sia) perché, si sa!, l'animo è un pezzettino personale e nascosto che si svela difficilmente. Queste tre autrici, ognuna a suo modo, sono riuscite nell'impresa. Si passa dalla biografia personale della Tolstaja trasformata in racconto, alle donne dei racconti della Munro, fino ad arrivare alle due donne che si scelgono nel libro della Szabò. Ogni autrice ha raccontato le donne ed il loro mondo, i sentimenti, i dolori, le perdite e le rinascite, le famiglie ed i figli. Il quadro che ne esce è suggestivo e completo. 
Se sceglierete di leggere questi tre libri, potrete ritenervi, alla fine, soddisfatti e un po' più conoscitori dell'animo femminile e delle sue sfaccettature.

Voi avete letto queste autrici? Le conoscete? Avete altri romanzi, racconti o saggi, da consigliare a chi vuole indagare più a fondo l'animo delle donne? Sentitevi liberi di commentare e lasciare i titoli che, secondo voi, sono più adatti.

sabato 22 ottobre 2016

Ma le stelle quante sono, Giulia Carcasi.

Titolo: Ma le stelle quante sono.
Autore: Giulia Carcasi.
Casa Editrice: Feltrinelli.
Pagine: 232.

Trama: Carlo e Alice sono compagni di scuola: stessa classe, stessi professori e, a volte, lo stesso banco. Nei cinque anni che hanno passato assieme hanno condiviso una silenziosa amicizia, fatta di sguardi e sorrisi. Carlo è "naturalmente" imbranato senza modelli da incarnare, senza maschere. Alice si sente diversa, non omologata, è uno spirito critico e, al contempo, una sognatrice. Entrambi si consumano pensando all'amore ma hanno un cuore ancora poco addestrato e - come vuole l'adolescenza - "sbagliano". Un romanzo senza peli sulla lingua, schietto, diretto, una freccia che va diritta al bersaglio, quasi una partita di ping-pong sentimentale.


Non potete immaginare da quanto tempo questo libro sostava nella mia wish list, forse addirittura da quando uscì nel lontano 2005. Ma, ormai, è arcinoto che arrivo sempre con un po' di ritardo, e anche stavolta non faccio eccezione. Invece di leggerlo nel 2005, a sedici anni, ho pensato bene di leggerlo nel 2016, undici anni dopo. E, forse, è stato meglio così. Io a sedici anni non ero come Alice, non ero nemmeno come Carlo. Ero. Non so cosa, come o chi. Ero. Stavo in quel ruolo che mi era stato insegnato, non superavo i limiti, non sbirciavo verso l'esterno del mondo, vivevo quasi in una bolla, protettiva ed impermeabile, alla vita e ai sentimenti. Mi sono letteralmente svegliata fuori verso i diciotto-diciannove anni. Sì, ci ho messo un po', ma poi ho riordinato le mie carte ed ho iniziato anch'io a giocare la mia vita. Il resto non è questo il luogo per raccontarlo, ma sicuramente non avrei saputo apprezzare questo libro a sedici anni, a venti forse, più probabile dopo i ventuno.
Lo dice anche Alice, o forse è Carolina a dirlo, comunque...ognuno ha i suoi tempi. Il cuore, la testa, il corpo sanno, basta imparare ad ascoltarli e tutto assume una sfumatura diversa. Quella sfumatura può arrivare presto o tardi, ma è unica per ognuno, e solo noi possiamo coglierla.
Ecco, questo romanzo parla di questa sfumatura. Parla della sfumatura di Alice. E parla della sfumatura di Carlo. E parla della speciale sfumatura che si crea quando si trovano. Due metà della stessa mela che si sono toccate, viste e studiate per cinque anni, ma che solo alla fine riescono ad incastrasi e dare vita a qualcosa di nuovo, solido e assolutamente speciale.

Questo romanzo è stata una rivelazione. All'inizio non sapevo che aspettarmi...il solito romanzetto per ragazzi? Una storia sciocca? Invece no. Il libro è diviso perfettamente a metà per raccontare due facce della stessa medaglia (anche se non lo sanno). Non sapevo come leggerlo. Leggere tutta Alice e poi Carlo? Leggete tutto Carlo e poi Alice? No! A me i romanzi lui/lei piace leggerli un capitolo per ciascuno, per non svelarmi fatti e luoghi, per procedere in parallelo. E allora via, a girare e rigirare il libro, per leggere in parallelo due storie che, inizialmente, sembrano due rette che non si incontreranno mai, ma che poi, per qualche gioco strano del destino, si incontrano e proseguono insieme. 
Mi è piaciuto moltissimo. La descrizione schietta e senza filtri del primo amore, dei primi pianti, delle prime esperienze mi ha toccato molto. L'autrice racconta Alice e Carlo, ma potrebbe raccontare qualsiasi altra coppia, giovane e meno giovane. Perché l'amore non ha età e può renderti felice o farti soffrire a diciotto anni come a cinquanta. 

Credo che questo libro mi abbia dato molto in termini di ricordi ed emozioni. E credo anche che sia perfetto per i giovani e per i meno giovani perché racconta qualcosa in cui tutti, prima o poi, ci siamo imbattuti. Lo stile è semplice e diretto, come lo sono i ragazzi, ma le perle di saggezza non mancano. 
Voi lo avete letto? Vi è piaciuto? Fatemi sapere cosa ve ne pare. Alla prossima.

P.S. Ah!, dimenticavo. Per Alice e Carlo le stelle sono 351.