venerdì 31 luglio 2015

Snapshots #6.

Eccoci qui lettori!, un altro mese è trascorso ed è tempo di bilanci. Questo mese è stato ricco di novità, ma anche di imprevisti. Come ben sapete, luglio è il fulcro della sessione estiva ed anch'io, come ogni studente universitario, ho avuto le mie belle gatte da pelare in quanto ad esami...Non è andata benissimo, ma ho portato a casa lo scritto di un esame da 12 cfu (che, pensandoci bene, non è affatto male, anzi!). Però, nonostante la sessione estiva che pendeva su di me come un'enorme e affilatissima spada di Damocle, ho letto ben 4 libri (di cui uno in inglese!). Ho già parlato e recensito tutti e quattro i libri quindi non mi soffermo oltre (trovate tutte le recensioni qui sul blog perciò se non le avete lette, correte a farlo!).
Ma la grande novità di questo mese è un'altra. Un po' per scherzo, un po' per gioco, e senza molte speranze, a fine giugno ho fatto domanda per un periodo di tirocinio all'estero tramite il Fondo Sociale Europeo e...mi hanno presa!!! Quindi a settembre partirò: destinazione Plymouth (UK). Ovviamente, non pensate di liberarvi di me perché non sarà così. Per quanto mi sarà possibile pagina Facebook e blog resteranno attivi ed aggiornati...
Bene!, dopo questo breve riassunto della mia vita che, sinceramente, non so quanto vi possa interessare, passiamo alle cose serie, ovvero alle Snapshots di luglio!

Un libro.

Il libro di questo mese è sicuramente Il rumore dei tuoi passi di Valentina d'Urbano. Io leggo pochissimi autori italiani e ancora meno autori italiani contemporanei, ma la mia amica di Un buon libro e una tazza di Thè mi aveva parlato talmente bene di quest'autrice che mi sono lasciata convincere (e menomale!). 
La storia in sé è molto semplice, ma lo stile dell'autrice è incredibile: coinvolgente, diretto, a tratti quasi fastidioso, ti entra dentro e ti costringe ad entrare in sintonia con i personaggi e con la realtà.
Quindi una grandissima scoperta. La recensione la trovate qui


Una copertina.

Guardate l'immagine qui a fianco. Non potete dirmi che queste due edizioni illustrate, una di Pride and Prejudice e l'altra di Persuasion, non sono bellissime. Cioè, sono pezzi da collezione! Una cosa super-iper-mega-pazzesca...Da quando le ho viste, le desidero moltissimo. Solo per averle e poterle esporre in libreria...
Perfezione pura. Punto.



Una canzone.

La sessione estiva mi ha impedito di ascoltare la radio. Ero talmente concentrata su dimostrazioni e formule che, anche se la radio era accesa, non la sentivo. Perciò non ho una canzone del mese, ma il ragazzino a cui faccio fare i compiti mi ha fatto ascoltare questa che, a quanto ho capito, sembra essere in lizza come "tormentone-estate-2015". 


Un film.

L'estate non è esattamente la stagione che offre maggiori possibilità di vedere un film di buona qualità. E infatti non ho visto grandi film ultimamente, ma, per entrare già nell'ambientazione del mio prossimo viaggio, mi sono concessa qualche serata frivola in compagnia dei film tratti dai romanzi di Rosamunde Pilcher. In particolare, mi è piaciuto Una dolce melodia, andato in onda un paio di settimane fa. Certo, le trame si assomigliano tutte, ma le ambientazioni restano comunque mozzafiato.

Qui si conclude il mio mese di luglio. Aspetto i vostri commenti o le vostre "scelte del mese". Alla prossima!

lunedì 27 luglio 2015

Presentazione #14: Lea.

Salve lettori!
Continua la serie di presentazioni qui sul blog. Oggi conosciamo Lea (sì, solo Lea. L'autrice si firma così. Non so se sia il suo nome d'arte o cosa...) e il suo romanzo Di te non ho paura

Il libro.

La vita non è semplice per nessuno, nemmeno per un demone. Egli, infatti, si nutre della paura degli esseri umani, è grazie ad essa che non scompare nel nulla. Ultimamente però sta riscontrando dei problemi, i bambini, che erano la sua ultima fonte di speranza, non sembrano più nemmeno accorgersi della sua presenza, vivono la loro vita attaccati allo schermo del telefono, senza mai alzare gli occhi, e non provando paura, il povero demone rischia di non esistere più. Dopo la morte del suo migliore amico, uno zombie di nome Frankie, decide che è arrivato il momento di darsi da fare, e smetterla di piangersi addosso. Cercherà in tutti i modi di spaventare due adolescenti senza un briciolo di cervello, si troverà a concorrere con un gruppo di spaventatori esperti che gli daranno del filo da torcere. Stringerà perfino un patto col Diavolo pur di raggiungere il suo scopo. E alla fine ci riesce, capisce la chiave di tutto. L’unica cosa che importa davvero alla persone d’oggi è la tecnologia, portargliela via è l’unico modo per far cadere l’umanità nel terrore più assoluto. Ed è proprio quello che farà.

L'autrice.

Ama passare il pomeriggio sul divano a dormire o a sgranocchiare noccioline mentre guarda serie televisive. Venera i libri fantasy e fantascientifici come divinità e no, non è dotata di vita sociale.

Siccome non ho avuto né modo né tempo di fare qualche domanda all'autrice (anche se vorrei proprio sapere in che modo è stata scelta la copertina del libro...), concludo con un breve estratto che Lea stessa ha deciso di regalarci.
Anche questa sera proverò a spaventare un bambino, i suoi genitori sono a cena fuori e nessuno può badare a lui. Mi addentro nella casa, è davvero un bel posto. Sono in camera del ragazzino, ma è vuota. È tutto buio, tranne per una luce bluastra proveniente dal salotto. Mi avvio in punta di piedi verso di essa. Sporgo leggermente la testa attraverso lo spiraglio della porta e vedo che sta giocando alla Play Station, una delle mie nemiche più grandi, insieme a tutti gli altri apparecchi elettronici. Faccio un enorme respiro e mi costringo a pensare positivo. Posso farcela, ripeto a me stesso. Apro la porta, la quale cigola. Sorrido per un attimo sperando che questo possa suscitare interesse nel bambino, ma è lì fermo immobile che gioca. Sta giocando a un gioco in cui devi sparare a degli zombie, le sue mani tremano dagli spasmi. Mi avvicino all'interruttore della luce e lo accendo. Niente. Il bambino non sembra essersi accorto di me, continua a fissare quello schermo luminoso imbambolato, la bocca spalancata e lo sguardo spento nel vuoto. Inizio a battere il piede nervosamente contro il pavimento, deve pur esserci un modo per farlo accorgere di me. È seduto per terra, a meno di trenta centimetri dal televisore, mi chiedo come faccia a non essere già cieco.
Sperando di avervi incuriositi almeno un pochino, vi aspetto alla prossima!

martedì 21 luglio 2015

Il gusto segreto del cioccolato amaro, Kevin Alan Milne.

Titolo: Il gusto segreto del cioccolato amaro.
Autore: Kevin Alan Milne.
Pagine: 308.
Casa Editrice: Sperling & Kupfer.

Trama: Per essere la proprietaria di una cioccolateria, Sophie Jones non è esattamente la dolcezza personificata. Almeno da quando Garrett l'ha lasciata a un passo dall'altare, e lei, che con la fortuna ha sempre avuto un rapporto un po' problematico, ha dedotto che la felicità è solo un'illusione. Non a caso la sua ultima creazione pasticcera è un delizioso biscottino, ricoperto di cioccolato amaro, con dentro messaggi ispirati a un sano, sanissimo realismo. Leggi: una doccia fredda per tutti quelli che nell'amore e nella felicità continuano a crederci. Ci sono persone fortunate in amore. Tu non sei una di quelle. Oppure: La tua storia d'amore ti lascerà l'amaro in bocca. Per Sophie, rimasta orfana da bambina, sempre affamata di affetto e comprensione, riempire i Biscotti della Sfortuna di perle di cinismo e disillusione è una sorta di esorcismo quotidiano. Così, il giorno in cui Garrett ritorna per chiederle perdono, lei sa esattamente cosa fare: gli darà un'altra possibilità soltanto se lui saprà dimostrarle che la felicità esiste. Cento testimonianze di una felicità solida e duratura, e lei accetterà di uscire con lui, come al primo appuntamento. E quando Garrett pubblica un annuncio sul giornale, le risposte - sincere, entusiaste, piene di speranza - inondano il negozio, e la vita, di Sophie. Insegnandole che, quando si tratta di quella cosa chiamata felicità, cominciare a cercarla è il primo passo per trovarla.


Cercavo questo libro da tempo. L'avevo messo in wish list. Senza sapere. Attratta dal titolo, credo, visto che l'autore non lo conoscevo. Ho trovato questa bella edizione della Sperling & Kupfer, copertina rigida, nel solito negozietto dell'usato...(ormai sarete tutti curiosissimi di vedere questo negozietto così tante volte nominato...)

Un romanzo leggero, ben scritto, a tratti divertente e a tratti drammatico. Un libro adatto all'estate perché si legge velocemente e con piacere. Una scrittura fluida, senza artefici, diretta e realistica. Un fatto drammatico, un incidente, che segna la vita di tutti i protagonisti, dall'inizio alla fine. Una voglia di rivalsa sulla Sfortuna e sul Destino. Un amore mai finito. Gli ingredienti per un buon romanzo ci sono tutti. Ma proprio tutti, eh!

Sophie è una ragazza profondamente segnata dalla vita. A nove anni ha perso la sua famiglia in un terribile incidente d'auto del quale si sente direttamente responsabile. Sophie è una piccola Vianne Rocher (ricordate la protagonista di Chocolat di Joanne Harris?!) che, tra i tanti dolci, produce un Biscotto della Sfortuna ricoperto di cioccolato amaro e che contiene messaggi realistici e velati di sarcasmo sulla vita e sull'amore. Nulla a che vedere con i classici biscottini bene-augurali. Ma perché una donna che ama e lavora il cioccolato dovrebbe vedere sempre il marcio nelle cose? Perché Garrett, il suo ex-futuro-marito l'ha lasciata sull'altare. Il motivo si scopre solo a fine romanzo, ma il lettore divora le pagine per capirlo, per trovare qualche indizio e risolvere il mistero.

La storia è molto semplice e lineare, ma molto carina. E' stata una lettura molto piacevole e positiva. Positiva perché in conclusione c'è il lieto fine, un po' alla Joanne Harris, un po' alla Nicholas Sparks (spero di aver scritto giusto!).
Io vi consiglio di leggerlo. Non ve ne pentirete. Ovviamente, se lo avete letto, aspetto i vostri commenti.

sabato 18 luglio 2015

Presentazione #13: Sandy Raven.

Salve lettori!
Continuano le segnalazioni di libri e romanzi qui sul blog. Oggi conosciamo insieme Sandy Raven e il suo libro Miss Amelia accalappia un duca.

Il libro.

La zitella Amelia accetta una posizione da dama di compagnia per la propria zia, un'arrampicatrice sociale che sta progettando il suo prossimo matrimonio, prima ancora di uscire dal lutto per il suo secondo marito. E l'uomo a cui sua zia sta dietro non è altri che il facoltoso vedovo, il duca di Caversham.  A una festa a cui partecipano sia il duca che la zia, Amelia rimane inorridita davanti al comportamento della sua parente, quindi decide di nascondersi nella biblioteca e nel giardino del suo ospite per tutta la durata della loro visita. Durante una passeggiata di sera, nel labirinto, incontra un signore di una certa età, che la intriga e la eccita. Fugge via senza saperne il nome, solo per incrociarlo di nuovo in biblioteca qualche giorno dopo, dove, con enorme stupore di Amelia, lui la bacia. E lei restituisce il bacio! Amelia e il duca vengono sorpresi nel loro abbraccio appassionato dalla zia. Imbarazzata per il proprio comportamento libertino, Amelia fugge dalla stanza credendo che lui l'abbia usata per evitare la megera. Dopo aver affrontata quest'ultima, il duca fa ciò che crede sia la cosa più onorevole da fare, e progetta di sposare Amelia. Solo che non glielo chiede. 

Miss Amelia accalappia un duca è il prequel della trilogia "Le cronache di Caversham", il cui primo libro, La sposa di Caversham è online su tutti gli store, e gli altri saranno pubblicati a partire dall'autunno 2015.

“Non ho l'abitudine di chiedere alle signore di sposarmi. In effetti, voi siete solo la seconda a ricevere un simile… invito.” Si avvicinò un po', tanto da riuscire a vedere il leggero fremito del delizioso labbro inferiore di lei. “E avete risposto al mio bacio, Amelia, non fate finta che non sia così.” Nel suo viso rivolto verso l'alto vide indecisione, paura e addirittura… desiderio. Cav voleva baciarla di nuovo, ma temeva di spaventarla. Come se gli avesse letto nel pensiero, lei indietreggiò verso le porte aperte che davano sul giardino. “Anche se prima della scorsa notte potrei non aver desiderato sposarmi, ora lo voglio.” “Ecco! Avete appena ammesso di non volermi sposare,” concluse lei, “e io non sposerò un uomo solo perché è stato colto a baciarmi. Perché… avreste potuto dirmelo direttamente, che ero la vostra seconda scelta.” Cav cercò di catturare il suo interesse, mentre lei camminava avanti e indietro tra il servizio da tè e le porte a vetri, ma lei non gli prestò attenzione e continuò. “Non voglio essere la seconda scelta di nessuno. Voglio, anzi no, merito di essere l'unico desiderio di un uomo.” Si fermò, guardandolo dal basso verso l'alto, e aggiunse: “Per questo motivo devo rifiutare la vostra generosa offerta, Vostra Grazia.” Non poteva credere alle sue orecchie; qualsiasi altra donna avrebbe accettato la sua proposta di matrimonio e le uniche due a cui l'aveva veramente chiesto l'avevano rifiutato. Oh, non aveva dubbi che sarebbe riuscito a farla accettare, Cav sapeva che doveva solo baciare Amelia e lei avrebbe detto di sì. Ma stavolta era diverso. Lei era diversa. Si era presa cura della propria famiglia anche quando suo padre era in vita e non sapeva cosa fare altrimenti. Come l'avrebbe convinta che era lei, Miss Amelia Manners-Sutton, che desiderava? Le scostò una ciocca ribelle di capelli dal viso e, quando le sue dita le toccarono la calda pelle della guancia, fu attraversato da una scossa che risvegliò sensazioni da lungo tempo sopite. “Amelia, non sono un giovinotto e non voglio giocare. Vi ho desiderata dalla sera in cui ci siamo incontrati nel labirinto del giardino, proprio come ho desiderato baciarvi la scorsa notte. In questo stesso istante, vi desidero così ardentemente che una certa parte di me è in costante agonia perché vi voglio nuda, nel mio letto. Sotto di me, sopra di me, accanto a me. “E non mi arrenderò, né rinuncerò al mio obiettivo finché non mi direte di sì.”

L'autrice.

Di una famiglia di origini italiane, Sandy è cresciuta sulla costa del Golfo del Texas, con la sabbia tra le dita e i capelli costantemente crespi, ed è questo il motivo per cui ora vive nel mezzo del nulla in Virginia, in un posto con un'umidità minima o moderata (per dei ricci perfetti e non crespi), colline ondeggianti e boschi coltivati. 
La sua casa è una vecchia fattoria ristrutturata, che condivide con il suo marito eroe, ai piedi delle Blue Ridge Mountains, dove ha avuto più gatti, cani e cavalli di quanti voglia ammettere. La sua seconda passione, dopo la scrittura, sono i suoi animali: pratica l'equitazione naturale, e ama cavalcare i suoi Tennessee Walkers scalzi sui sentieri e nei boschi intorno alla sua casa.

martedì 14 luglio 2015

Bianco, Marco Missiroli.

Titolo: Bianco.
Autore: Marco Missiroli.
Casa Editrice: Guanda.
Pagine: 225.

Trama: La vita può cambiare, all'improvviso. Può stupirci e riscattare un passato che il destino ci ha costretto a vivere senza appello. Lo fa solo attraverso la forza umana più grande: l'amore. È proprio l'amore per la moglie che non c'è più a guidare il vecchio Moses. Anche nel tempo in cui l'esistenza lo mette di fronte alle colpe di un'intera vita, giurata all'odio contro il diverso. Quel diverso che ha la pelle nera e che lui ha dovuto sacrificare nel nome di un padre, della sua gente e di una missione da condurre, nella terra di un dio senza perdono. È un amore che affonda nel ricordo e che porta Moses a rivivere le tappe di un'infanzia segnata da un primo incontro: quello con l'insolente, un ragazzo suo coetaneo, forse un "dio nero che non si prende". Lì Moses capisce che "odio e gratitudine possono essere unica cosa", lì nasce il conflitto che non lo abbandonerà più. Fino alla notte di una vecchiaia ormai compiuta. In quella notte tutto cambia. Arrivano dei nuovi vicini di casa, e una donna "con l'oro nelle mani e la danza sulla pelle" che custodisce un segreto: il segreto che spingerà Moses ad affrontare finalmente il passato. È grazie a questo secondo incontro che gli occhi e il cuore di Moses vedranno ciò che non hanno mai voluto vedere. Solo così l'amore per quella moglie scomparsa diventerà l'unica forza per arrivare alla verità.


Ennesimo libro comprato a scatola chiusa al negozietto dell'usato. Ennesimo tentativo di avvicinamento alla narrativa contemporanea italiana. Ennesima mezza delusione con uno scrittore italiano. 
L'idea del libro è buona: un vecchio, appartenuto da sempre al KKK, in vecchiaia si redime e cerca addirittura di salvare i suoi nuovi vicini neri dalla furia dell'intero vicinato. Però non è un'idea nuova. 
Il tema del razzismo è al centro di tutto il romanzo. Lo stile è fluido, anche se non ho molto apprezzato la frammentazione del flashback tra un capitolo e l'altro. Praticamente si arriva alla fine prima di capire la storia e le colpe di Moses. Il finale poi, assurdo! Ci sono rimasta davvero male.

America del Sud. Anno imprecisato (io credo possa essere ambientato negli anni Settanta o Ottanta). Tranquillo quartiere di bianchi vicino ad un fiume. Una baraccopoli di neri vicino al fiume. Bianchi che odiano i neri come negli anni '50. Neri perseguitati e maltrattati. A disturbare questa "quadro idilliaco" (a detta di Moses e dei suoi vicini) arriva una famiglia molto particolare: marito e moglie, lui nero, lei bianca, con figlio e suocera ("un donnone nero") a seguito. Nel quartiere lo scompiglio è immediato. E' necessario cacciare questa famiglia-del-peccato. 
Iniziano così una serie di vicende che porteranno i bianchi a subire gli stessi trattamenti che per anni avevano riservato ai neri e Moses a redimersi. Si scopre infatti grazie al frammentario flashback che Moses nutre da sempre dubbi seri sul comportamento dei bianchi nei confronti dei neri, nonostante anche lui si sia macchiato le mani con atti tremendi.
Ad aprire gli occhi completamente a Moses ci pensa Miss Betty, la suocera, donna di colore malata, ma piena di spirito, donna del fiume che vuole tornare al fiume. Tra i due si instaura una specie di amicizia che porterà Moses a compiere l'atto finale di redenzione (che io onestamente non ho capito).

Una storia di razzismo. Una storia di fantasia che può adattarsi a chissà quante altre storie vere. Un protagonista, Moses, vecchio e insicuro, che un po' mi ha ricordato Carl Fredricksen (il vecchietto di Up). Un bambino, Martin, vittima della crudeltà e della stupidità dei bianchi (la scena delle ferite del bambino mi ha fatto star male). Una mentalità bigotta e stupida che, troppo spesso, ancora oggi appartiene a molti. La redenzione del vecchio e la pace con il passato.
Gli ingredienti per un buon libro ci sono tutti. Lo stile non mi è piaciuto molto, ma quello è del tutto personale. Non so nemmeno se ho iniziato ad approcciarmi all'autore con il libro giusto.
Nonostante alcune scene "difficili", potrebbe essere una buona lettura anche per ragazzi. Consigliato, nonostante tutto.

domenica 12 luglio 2015

Il rumore dei tuoi passi, Valentina d'Urbano.

Titolo: Il rumore dei tuoi passi.
Autore: Valentina d'Urbano.
Casa Editrice: Longanesi.
Pagine: 319.

Trama: In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato «la Fortezza», Beatrice e Alfredo sono per tutti «i gemelli». I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un’amicizia ruvida come l’intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un’amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi.
Ma alle soglie dei vent'anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.


Ho comprato questo romanzo nel solito negozietto dell'usato. Stavo girando tra gli scaffali e mi è saltato subito all'occhio. Non appena ho visto titolo e autrice mi sono ricordata delle parole della mia amica di Un buon libro e una tazza di thè che tanto mi aveva consigliato questa autrice. E allora l'ho preso. A scatola chiusa (un'altra volta!). Non sapevo bene cosa aspettarmi, l'ho preso sulla fiducia. Ed ho fatto bene, visto che era una vita che non mi succedeva di leggere un romanzo tutto d'un fiato. Ho divorato le 319 pagine in una giornata. Cosa incredibile e molto rara. Questo vorrà pur dire qualcosa. 

Tutta la storia si svolge in una città italiana che non viene mai specificata. Potrebbe essere Roma, Milano, Palermo, Napoli o qualsiasi altra città. Alla "Fortezza", il quartiere delle case occupate, dello spaccio e del degrado, vivono i protagonisti: Beatrice, per tutti Bea, e Alfredo. Loro due, "i gemelli", una vita fuori dalla "Fortezza" non l'hanno mai sperimentata. Sono inseparabili fin dai nove-otto anni. Fanno tutto in simbiosi, anche se litigano e si picchiano. Due anime perse che si sono trovate e scelte nel mezzo del disagio che pervade la loro vita e l'intero romanzo. Sembra che insieme possano colorare e risollevare quel mondo che li circonda e li tiene prigionieri, ma, crescendo, scopriranno che le cose non sempre vanno secondo i piani.
Quando per "i gemelli" inizia il periodo dell'adolescenza, la loro amicizia si trasforma, diventa qualcosa di più, qualcosa di selvaggio, graffiante, profondo e inteso. Un amore più grande della "Fortezza", più grande e luminoso del degrado, del sesso, della gelosia, della droga. A vent'anni, "i gemelli" sono già saturi e spossati dalla vita. I problemi e le difficoltà si mangiano un po' alla volta le loro vite. Solo Bea riuscirà a reagire e sopravvivere alla vita, mentre il suo "gemello", il suo amico, il suo amore, la sua metà della mela (ammaccata, sporca, caduta a terra, ma non marcia, una mela comunque buona se se ne lava via lo sporco), non avrà altrettanta fortuna e sarà inghiottito in un vortice di dolore e sofferenza che se lo porterà via. 

Questa è una storia di degrado, di povertà e di difficoltà, che potrebbe appartenere a qualsiasi periferia italiana. I temi toccati in questo romanzo sono moltissimi e tutti attuali e che fanno riflettere: degrado, povertà, aborto, droga, violenza domestica, omicidio, case occupate e molti altri. L'autrice tocca tutti questi temi con una delicatezza e un'attenzione uniche, senza mai scadere nel banale, nel già letto o nell'ovvio. Inserisce tutti questi temi nella trama senza esagerare, senza forzare, senza enfatizzare troppo. Uno stile delicato, ma allo stesso tempo ruvido e diretto che coinvolge il lettore sin da subito. 
Una storia di periferia. Una storia di quelle che arrivano alle luci della ribalta solo quando ci scappa il morto, altrimenti tutti fanno la propria vita e nessuno ci bada. Una storia che potrebbe essere la storia di chi ci sta seduto vicino sull'autobus, ma che noi non possiamo nemmeno immaginare. Perché un romanzo così ti apre gli occhi, ti ricorda quanto sei fortunato ad avere un tetto, dei genitori amorevoli e degli amici sinceri, ti ricorda quanto sei fortunato a poter studiare, andare all'università, costruirti un futuro roseo. Mentre chi abita alla "Fortezza" ha poche possibilità di superare i trent'anni, non studia, non va all'università, non riesce nemmeno a trovarsi un lavoro. 

Un romanzo delicato e incisivo. Una denuncia sociale (per chi vuole vederla) sulle differenze sempre più marcate tra periferie e città. Un racconto di vita, di morte e di rinascita. Un romanzo bellissimo, che resta nel cuore. Assolutamente da leggere. 

sabato 11 luglio 2015

The Bronze Horseman, Paullina Simons.

Titolo: The Bronze Horseman (in italiano è stato pubblicato con il titolo Il cavaliere d'inverno).
Autore: Paullina Simons.
Casa Editrice: Harper Collins.
Pagine: 637.

Trama: Leningrado, 1941. In una tranquilla mattina d'estate Tatiana e Dasha, sorelle, ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Motolov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell'Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un'attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l'assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.


Come saprà bene chi mi segue su Facebook, leggere questo libro è stato per me una rilettura. Infatti è uno dei miei libri preferiti, uno di quelli che ogni tanto riprendi in mano, leggi e sospiri ancora come la prima volta. Questa volta ho avuto l'ardore di leggerlo in lingua originale e, devo dire, la lettura mi ha regalato ancora più emozioni delle altre volte. 
Devo chiedere scusa a chi mi segue in pagina per il bombardamento di citazioni e foto, un continuo, lo so!, ma volevo condividere con tutti la mia gioia e la mia lettura.
Ho talmente tante cose da dire a proposito di questo romanzo che credo mi dilungherò fin troppo e alla fine dimenticherò di dire qualcosa. Quindi è meglio cominciare.

Visto che ho già parlato moltissimo di questo libro non mi perderò nel raccontare la trama (che si trova facilmente in internet) o altro, ma mi concentrerò sulle emozioni che questo romanzo dona al lettore. Infatti, parlando con molte persone che lo hanno letto, ho appurato che questo libro ha un grandissimo impatto emozionale che non abbandona il lettore nemmeno dopo aver terminato la lettura.
Questa recensione sarà, dunque, molto particolare. Lascerò "parlare" le citazioni (che ho sottolineato!, ebbene sì!, prima volta in vita mia che sottolineo un libro, ma andava fatto) e le mie sensazioni.

Tatiana and the soldier stared at each other for a moment or two, but it was a moment or two too long. Strangers looked at each other for half a nothing before averting their eyes. Tatiana felt as if she could open her mouth and say his name. She glanced away, feeling unsteady and warm.

La prima parte del libro è, forse, la più lenta e meno convincente. Tatiana esce per  fare provviste e, mentre mangia il suo gelato seduta alla fermata dell'autobus, incontra Alexander. I due, a prima vista, possono sembrare i classici protagonisti della solita storiella rosa. Lui bello, bellissimo, tenebroso, con un passato poco chiaro, coraggioso, un soldato. Lei bella, bellissima, giovane, inesperta, dolce, amorevole. Ma c'è la guerra. Nulla è come sembra. Nessuno è come sembra. Tatiana e Alexander vivono la loro conoscenza e il loro innamoramento di nascosto e fingono davanti agli altri. Ma l'amore, si sa, vince sempre e non può essere altrimenti in questo caso.

Purtroppo la guerra è più spietata dell'amore e nella seconda parte del libro il lettore si trova catapultato nell'assedio di Leningrado (inverno 1941-1942). Questa parte è dolorosa, straziante e incredibile per quanto è vera, ben descritta e coinvolgente. Sembra di camminare con i protagonisti nella città devastata, dilaniata, ferita, in cerca di cibo, riparo e speranza. Tatiana vive per Alexander. Alexander vive per Tatiana. Ed entrambi, in modi più o meno rocamboleschi, sopravvivono all'inverno l'uno per l'altra.

Alexander went to Lazarevo on faith.

La terza parte del romanzo si apre con Alexander che, mosso solo dalla fede e dalla speranza, parte alla volta di Lazarevo per cercare Tatiana. Dopo essere riuscito a farla uscire da Leningrado, non ha più sue notizie, ma crede sia viva. E allora parte. La trova. Viva, bellissima, in attesa del suo soldato. Questa è la parte più bella per ogni fangirl di questa coppia. A Lazarevo vince l'amore. Sulla guerra. Sulla morte. Sulla sofferenza. Sui nemici.
Non mi dilungo nel descrivere questa parte perché rovinerei la sorpresa e la lettura a chi vorrà leggere il romanzo. Vi basti sapere che i nostri eroi coroneranno i loro sogni, almeno per un mese, poi, purtroppo, Alexander dovrà rientrare in servizio e i due dovranno separarsi.

Nella quarta e ultima parte ritroviamo Tatia e Shura a Leningrado. Sì perché Tatiana non può stare lontana dal suo soldato e torna nella Leningrado ancora sotto assedio. I due si ritrovano, ma si trovano ben presto a dover affrontare altri problemi, altri nemici e altre tragedie.

Il loro amore è talmente forte che porta la luce nell'oscurità della guerra, di una Leningrado assediata e nei loro cuori. In questo scenario di guerra, la luce entra prepotente nelle loro vite. La speranza diventa tangibile quando Tatiana resta incinta e, nonostante tutto e tutti, resta vicina al suo soldato.
Voi direte, cosa ci sarà mai di così speciale in tutto questo?! Beh, il finale (aperto) è speciale. La scelta di Alexander, la partenza di Tatiana, la nascita del piccolo Anthony. Tutto il finale è intriso di speranza, di luce e di amore.

He bent down and kissed her freckles: "You can't continue? My cartwheeling queen of Lake Ilmen?" Smiling, he shook his head. "You will find a way to live without me. You will find a way to live for both of us," Alexander said to Tatiana as she swelling Kama River flowed from the Ural Mountains through a pine village named Lazarevo, once when they were in love, and young.

Così finisce The Bronze Horseman, con la speranza di una vita, una vita per entrambi, oltre la morte, oltre la guerra, oltre l'Unione Sovietica, oltre Leningrado, oltre l'NKVD.
Il finale è, ovviamente, aperto essendo questo il primo libro di una trilogia. Quello che succede dopo non ve lo racconto, ma sappiate che è altrettanto emozionante, forse anche di più.

Come detto, il livello emozionale di questo romanzo è elevatissimo. Molti ritengono questo libro un romanzo rosa, ma c'è di più. Ci sono la guerra e l'assedio. Ci sono amore, speranza, sofferenza, dolore, morte, rinascita. Ogni sfumatura di sentimento che vi viene in mente in questo romanzo c'è. Alla fine della lettura ci si sente parte della storia, si sentono Tatia e Shura come due amici di lunga data, e un po' dispiace di aver finito il libro. Io non mi stuferò mai di consigliarlo, regalarlo, leggerlo e rileggerlo. E' uno di quei libri che ti entra dentro, che si ricordano con piacere e tristezza, perché averlo finito è come aver perso un amico, un compagno di viaggio.
Spero di ricevere i vostri commenti (positivi o negativi) sul romanzo se lo avete letto. E spero anche di aver incuriosito qualcuno. Se volete parlare del libro in modo più specifico (su una parte, un episodio, un personaggio) non esitate a scrivermi tramite il modulo contatto che trovate nella sezione Contatti del blog. Sarò lietissima di parlare di questo libro con voi.

Concludo questa eterna chiacchierata con la citazione d'amore più bella della letteratura contemporanea, secondo me, sempre tratta da questo libro:

He had benn trembling. She had thought he was cold. What else did he say? I'll see you. So casual. Not even blinking. What else? Remember Orbeli. What was that?
Alexander often told her fascinating little tidbits he picked up in the army, names of generals, stories about Hitler, or Rommel, about England or Italy, about Stalingrad, about Richtoffen, von Paulus, El Alamein, Montgomery. It easn't unusual that he would say a word she didn't understand. But Orbeli was a word she hadn't heard before, and yet there was Alexander - asking her to remember it.

sabato 4 luglio 2015

Presentazione #12: Sara Zelda Mazzini.

Salve lettori!
Continuano le presentazioni dei lavori degli autori emergenti italiani. Oggi ritroviamo Sara Mazzini (che avevamo già incontrato qui) per presentare il suo nuovo libro Nichi arriva con il buio.

Il libro.

A dieci anni dalla morte del suo ex fidanzato una donna ne racconta la storia alla sorella adolescente di lui, che non ha avuto il tempo di conoscerlo davvero. Greta ha quattordici anni quando conosce Nicola in occasione di una vacanza al mare, i due si incontrano ogni estate nella medesima località di villeggiatura portandosi appresso nuovi bagagli di vita reale: Greta ha i genitori separati e presto arriva anche una sorellina, la stessa cosa accade in seguito a Nicola; due esistenze speculari a trecento chilometri di distanza unite da un filo fragilissimo di fiducia e speranza. La storia di Greta e Nicola è contrastata di volta in volta da personaggi gelosi, orgogliosi, insicuri e disperati, ma soprattutto da loro stessi. Tra concorsi di bellezza e quiz televisivi la vicenda è l’occasione per ricostruire un decennio di storia italiana dal punto di vista di una generazione, a favore di chi quella generazione non l’ha mai vissuta.


L'e-book (259 pagine), edito da Narcissus Self Publishing e pubblicato nel 2015 nella sezione narrativa contemporanea, è disponibile su Amazon.

L'autrice.

Nata il 24 luglio 1980 nel Chianti fiorentino, Sara Mazzini vive a Monaco di Baviera. Il suo nome d’arte è un omaggio a Zelda Fitzgerald, scrittrice, pittrice e ballerina, nonché moglie del celebre scrittore Francis Scott Fitzgerald. Il suo principale campo di indagine sono le cosiddette controculture — o underground — delle quali individua il motore primario nella Beat Generation americana e le più interessanti derive nella musica punk hardcore e metalcore. Tra il 2002 e il 2003 ha collaborato con il settimanale Metropoli e attualmente cura il blog A Room With A Review. Con Narcissus Self Publishing ha pubblicato la raccolta di racconti brevi Cronache Dalla Fine Del Mondo (2013) e il romanzo I Dissidenti (2014).

E ora, per concludere, Sara ci regala una breve citazione tratta da Nichi arriva con il buio.
L’isola, i nostri cumuli sabbiosi di ricordi ormai lontani; noi due sull'isola, gli stessi antichi odori – oleandro, ginepro, biancospino. Ricreavamo col pensiero il tempo ormai smarrito dell’infanzia mentre calpestavamo con le suole delle scarpe i mucchi di alghe come dune, ogni anno sempre più incombenti, e ci sentivamo privi di speranza, poiché ciò che volevamo dal futuro era riavere indietro ciò che avevamo avuto nel nostro comune passato. E forse il motivo di tanti silenzi sotto le grandi volute di stelle oleose era che entrambi sentivamo che il nostro amore non era mai esistito, lo avevamo improvvisato come un gioco per distrarci mentre ancora crescevamo, e una volta cresciuti lo avevamo utilizzato come l’unico pretesto per ritrovare un legame con ciò che si era perso. Qualsiasi cosa fosse, impossibile negarlo: noi due insieme eravamo ormai l’unica traccia sopravvissuta a quel tempo scomparso.
Alla prossima!

giovedì 2 luglio 2015

Presentazione #11ter: Virginia Rainbow.

Salve lettori!
Oggi continuiamo la nostra conoscenza di Virginia Rainbow (che avevamo già incontrato qui) e del terzo libro della sua trilogia Flamefrost. L'ultimo respiro

Il libro.

Gered e Sarah si trovano in una situazione drammatica e nessuno può aiutarli. Rinchiusi nelle segrete dell’astronave madre con un peso enorme sul cuore, sembra che per loro sia perduta ogni speranza. Il Principe Nero affronta con coraggio ciò che il destino pare avergli riservato e non si dà per vinto, mentre Sarah si affida con fiducia a lui. Nel frattempo alcuni personaggi inquietanti tramano nell’ombra per preparare una vendetta da tempo bramata e altri si svelano pian piano per ciò che sono davvero. Le scene si spostano nello spazio, concentrandosi all’interno della Ghindar nei suoi corridoi bui così come nelle sale enormi e lussuose. Il crudele Nardos, l’ambigua principessa Christin, il saggio maestro Fouler e l’amico Rain assumeranno un ruolo decisivo all’interno della storia, determinando con le loro azioni le sorti dei protagonisti. Capitolo conclusivo della trilogia Flamefrost, “L’ultimo respiro” contiene tutti gli ingredienti per una lettura irresistibile e avvincente, svelando finalmente i molti segreti contenuti nei precedenti volumi. Il lettore sarà portato a sorprendersi, a commuoversi, a vivere assieme ai personaggi le loro incredibili vicende momento per momento fino all'epilogo tragico e bellissimo. 

Flamefrost. L'ultimo respiro è un libro di Virginia Rainbow, auto-pubblicato e uscito ad ottobre 2014. Il libro, 414 pagine in tutto, è acquistabile su Youcanprint,Ibs e nei principali store online. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l'autrice tramite il suo profilo Facebook.

L'autrice.

Virginia Rainbow è un’autrice che scrive fin da bambina, creando storie piene di immaginazione e sentimento. Ora passa il suo tempo tra il lavoro e la sua passione per la scrittura. Adora leggere, fare passeggiate in montagna e guardare i cartoni della Walt Disney. Il suo romanzo di esordio è The black mask.

Con Flamefrost. L'ultimo respiro si chiude la trilogia. Non sarà dunque possibile nessun ritorno dei due protagonisti ai quali i tuoi lettori si saranno sicuramente affezionati?
No, non credo ci saranno ritorni, almeno per il momento....

Quali altri progetti letterari hai per il futuro? Quanto dovranno attendere i tuoi fan prima di leggere un altro tuo lavoro?
Per ora non ne ho idea. Ma se ci sarà un nuovo progetto, di sicuro lo dirò ai quattro venti.

Grazie a Virginia per aver scelto questo blog per presentare il suo libro e a presto con altre presentazioni!

mercoledì 1 luglio 2015

Snapshots #5.


Salve lettori!
Con un giorno di ritardo eccomi qui a stilare la mia personale lista del mese. Questo mese poche novità e qualche certezza. Ma non intendo perdermi in chiacchiere, meglio cominciare subito.

Un libro.

Il libro del mese è Il giocatore di Dostoevskij (ne ho parlato qui). Un libro spesso eclissato dalla fama delle altre opere dell'autore, ma che merita moltissimo. Credo sia uno dei romanzi brevi russi più attuali che abbia letto fino ad ora. 
Lei vegeta, lei non soltanto ha rinunciato ai suoi interessi personali e a quelli sociali, non soltanto ai suoi doveri di uomo e di cittadino, non soltanto ai suoi amici (eppure ne aveva), non soltanto ha rinunciato a qualsiasi fine nella vita, eccettuato quello di vincere, ma perfino ai suoi ricordi. Io ricordo di averla conosciuta in un momento forte e ardente della sua vita, ma sono convinto che lei adesso ha dimenticato tutte le sue migliori inclinazioni di allora; i suoi sogni di adesso, anche quelli più urgenti ed essenziali, ormai non vanno oltre al pair e impair, rouge,noir, la dozzina di mezzo e così via; ne sono assolutamente convinto!
Una copertina.

Tutti i russi amano le betulle di Olga Grjasnowa ha una copertina che mi è piaciuta subito (e sì!, se vi state chiedendo se ho aggiunto il libro in wish list, la risposta è sì) anche se non so se centra molto con la trama, non ho indagato. Però quella foglia di betulla sulla copertina mi piace.
Dovevo partecipare ad una serata organizzata dalla Keller Edizioni alcune settimane fa, ma un impegno me lo ha impedito. Peccato, altrimenti lo avrei comprato di sicuro e lo avrei già tra le mani.


Una canzone.

Durante le sessioni di esami ascolto radio a nastro. Continuamente. Ossessivamente. La radio mi fa compagnia. E siccome non saprei scegliere una canzone sola, cambio genere e vi metto come "canzone del mese" un brano che suoniamo in questo periodo con la Banda. Vi lascio il link anche qui se qualcuno non riesce a visualizzare l'anteprima.



Un film.

Io e Marley è uno di quei film che, se hai un Labrador, non smetteresti mai di vedere perché ti sembra di vedere te stesso in ogni scena. Divertente, leggero. Un film estivo e piacevole. 
Ovviamente lo avrete visto tutti. E se non lo avete fatto, guardatelo!






Bene!, il mese si conclude qui. Spero di avervi tenuto compagnia almeno per un poco. Aspetto i vostri "del mese". Alla prossima!