venerdì 21 aprile 2017

Random Updates. #8

Rubrica di aggiornamenti random.

Salve lettori!
Avevo iniziato a scrivere questo post ieri pomeriggio, ma non riuscivo a mettere nel giusto ordine tutte le cose che volevo dirvi, quindi ho chiuso questa pagina virtuale e ho deciso di aspettare fino a stamattina. Non che oggi le idee siano tutte al loro posto, ma penso di potervi aggiornare un pochino su cosa sta succedendo ultimamente e sui miei propositi (buoni o cattivi me lo direte voi!).

Comincio subito parlandovi della Vetrina delle Idee. L'altro giorno ve ne ho parlato su Facebook e vi avevo promesso che vi avrei spiegato meglio di cosa si tratta. La Vetrina delle Idee è un percorso promosso dalla Fondazione Caritro, che prevede sette incontri incentrati sul project management così da accompagnare poi alcuni giovani nella realizzazione dei propri progetti. Io sto seguendo questo percorso formativo in quanto sono stata mandata dai miei referenti del Servizio Civile e devo dire che è davvero molto interessante. Ad ogni workshop (ogni incontro dura circa due ore e mezza) ci sono relatori diversi che con competenza e simpatia raccontano le loro esperienze e svelano un tassello fondamentale per rendere la propria idea un'idea di successo.

Prima di essere mandata "per lavoro", avevo già adocchiato questo percorso, ma mi intimoriva il fatto di dovermi presentare già con un'idea...Insomma, idee ne ho tante, ma ancora non so qual è quella giusta! Invece, partecipando in quanto associazione, posso tranquillamente sondare il terreno senza avere un'idea precisa in mente. Al momento ci sono stati tre laboratori, ma mi preme raccontarvi brevemente l'ultimo fatto: "L'arte di raccontare il proprio progetto", a cura di Mattia Venturi e Flavio Nuccitelli (Scuola Holden). E' stato un incontro molto interessante, incentrato sullo storytelling, parola tanto abusata quanto affascinante. Certo, non sono state esposte chissà quante idee nuove per me, visto che sto comunque seguendo altri seminari in materia, ma sentir parlare di questo argomento non da formatori, ma da giovani che vivono di storytelling, beh!, mi ha dato speranza e mi ha permesso di portarmi a casa qualche "trucchetto" che potrebbe tornarmi utile in futuro!

Ora passiamo a una breve comunicazione prima degli aggiornamenti di carattere più tecnico. E' iniziata questa settimana la mia collaborazione con l'Agenzia Letteraria Saper Scrivere (la trovate qui). Si tratta di una collaborazione mirata a far conoscere le loro pubblicazioni attraverso segnalazioni (non ne farò più di una o due al mese, quindi penso saranno post con più di un consiglio letterario) e recensioni dei libri da loro curati, previo invio del cartaceo. Lo sapete che di solito stento ad accettare questo genere di collaborazioni, ma il loro progetto mi è sembrato serio e mi ha incuriosita, quindi ho deciso di provarci e mi sembrava giusto informarvi.

E adesso il punto che mi preme di più: gli aggiornamenti sul blog. Ho iniziato a creare il nuovo blog su WordPress e devo dire che non sta venendo affatto male. Ho quasi completato la creazione del contenitore, ovvero tutte le pagine, paginette e collegamenti necessari; ora devo armarmi di coraggio e provare a spostare un po' di post e vedere come viene. Io mi ritengo abbastanza soddisfatta, anche se c'è ancora molto da lavorare e mancano ancora cose essenziali come il nuovo logo e delle immagini decenti e ad alta risoluzione. Per ora il blog nuovo non è visibile perché, se deciderò di lanciarlo, vorrei farlo quando sarà completo e funzionale al 100%, ma tra qualche giorno vi darò comunque qualche anticipazione o su Facebook o su Instagram.

Per quanto riguarda la pagina Facebook invece, come avrete notato, sto cercando di farla tornare attiva postando quasi ogni giorno un contenuto. Ecco, vi chiederei di lasciare almeno un like così che io possa rendermi conto di quanta gente vede e legge i miei segnali di fumo! Ovviamente, se avete richieste particolari per i contenuti, non esitate a chiedere che, nei limiti delle mie possibilità, proverò ad accontentarvi.

Prima di salutarvi e ringraziarvi per la pazienza e la costanza dimostrate arrivando in fondo a questo lungo post, un aggiornamento flash sulle mie letture. Sto leggendo (sono quasi a tre quarti a dir la verità) Monkeys with typewriters di Scarlett Thomas e mi sta piacendo molto. Ho postato una foto anche su Instagram di questo libro - e, per inciso, anche l'autrice mi ha lasciato un like- e ho notato molta curiosità da parte vostra. Non voglio svelare troppo perché ve ne parlerò in una recensione, ma sappiate che se anche voi, come me, avete sempre voluto frequentare un corso di scrittura creativa, ma non avete mai potuto, questo è il libro che fa per voi!

Bene, questo post è diventato lunghissimo e io mi fermo. Vi ringrazio per avermi letta anche stavolta e vi rinnovo l'invito a dirmi cosa ne pensate della mia idea di spostarmi su WordPress e a esprimere i vostri consigli in merito o le vostre perplessità. Alla prossima!

mercoledì 12 aprile 2017

La felicità familiare, Lev N. Tolstoj.

Titolo: La felicità familiare.
Autore: Lev Tolstoj.
Casa Editrice: BUR.
Pagine: 243.
Note: testo russo a fronte.

Trama: Il romanzo, a distanza di quasi centoquarant'anni dalla sua prima pubblicazione e rispetto alle altre opere di Tolstoj, rimane la più candida e poetica rivelazione sul mondo dello scrittore poco più che trentenne. L'idea fondamentale di quest'opera è il senso della vita sottoposto a molte verifiche e infiniti ritocchi. Da un comune romanzo sull'amore Tolstoj costruisce un romanzo sulla vita, anzi sulla vitalità che avrebbe distinto più tardi molti dei suoi personaggi. Egli tenta di fissare quest'attimo nella sua naturale fugacità quando la donna e l'uomo si avvicinano a quello stato di grazia che si avverte nel momento dell'innamoramento.


In un post precedente vi ho raccontato del blocco del lettore che mi ha colpita tra la fine di marzo e l'inizio di aprile. Per lasciare dietro l'angolo questo blocco sono dovuta ricorrere a una delle più efficaci medicine per me: un classico russo! Ne ho alcuni in attesa di lettura, ma ho preferito buttarmi su qualcosa di breve e non troppo impegnativo, ovvero La felicità familiare del caro zio Lev.

Si tratta di un racconto più che di un romanzo, ma la forza morale e gli insegnamenti in esso racchiusi consentono il paragone con romanzi ben più famosi dello stesso autore. L'intero vicenda viene raccontata da Maša, protagonista e voce narrante del romanzo, che gioca ruoli diversi - amica, innamorata, sposa, amante - e attraverso le esperienze della quale scopriamo i valori esistenziali assoluti per Tolstoj. Il romanzo fu scritto in pochi mesi e ci racconta della felicità tanto sospirata dall'autore sin dall'infanzia. Tolstoj cerca di fissare questa felicità nella naturale fugacità che scaturisce dall'incontro di una donna e di un uomo, una specie di stato di grazia che si avverte nel momento dell'innamoramento, ma che, inesorabilmente, va mutando con lo scorrere del tempo. Nel descrivere lo stato di grazia prima e il decadimento del sentimento poi Tolstoj è un maestro assoluto perché riesce a descrivere in modo impeccabile l'ascesa e la caduta di un sentimento effimero che è destinato a cambiare per lasciare spazio a responsabilità e diktat sociali.

Leggendo questa manciata di pagine il Lettore si trova inizialmente a familiarizzare e patteggiare per Maša, ma poi, dopo il matrimonio e l'ingresso in società, la morale e il buonsenso fanno cambiare idea su questa giovane donna, entrata troppo presto nel mondo e incapace di gestirlo. Se all'inizio la fase dell'amicizia e dell'innamoramento riportano la mente a molti altri romanzi dell'epoca, dove la fanciulla è inesperta e sognatrice, dove il matrimonio sembra la soluzione e la conclusione perfetta, nella seconda parte del romanzo la protagonista diventa avvezza al bel mondo, perde la sua semplicità e il matrimonio sembra andare in frantumi. Ma è proprio quando tutto sembra perduto che l'amore vero, non più fanciullesco, ma maturo, entra in scena e anche Maša cresce e diventa finalmente donna, non più sognatrice che aspira ad un amore romantico, ma madre e moglie secondo i tradizionali schemi dell'epoca. 

Il racconto mi è piaciuto molto perché, finalmente, la voce narrante è una donna che cresce e si realizza nel suo essere, vive un cambiamento interiore e scopre una nuova dimensione di sé, dimenticando frivolezze e fanciullezza, complice un marito-amico-aiutante. Perché sì, nulla di tutto quello che succede in Maša sarebbe stato possibile senza Sergej Michajlovic, un uomo all'antica che non mette davanti a tutto la propria felicità, ma quella della persona che gli sta accanto, permettendole di scoprire il mondo, di allontanarsi, di perdersi e di tornare sui propri passi, risorgendo come una fenice dalle ceneri che lei stessa si era cosparsa sul capo.

Io non lo so, forse ho detto un sacco di sciocchezze, ma in questo racconto c'è un'essenza importantissima secondo me: quando si ama qualcuno, quando lo si ama davvero, bisogna essere capaci di accompagnarlo e, se serve, di lasciarlo andare per realizzarsi e crescere; non è trattenendo una persona o vivendo di cliché che si alimenta un rapporto, ma offrendo la libertà a prezzo della nostra infelicità (si spera di breve durata, ovviamente!). Ecco, per questo credo che Tolstoj abbia scritto un romanzo unico, un inno all'amore maturo, battendo sul tempo scrittori, filosofi e tuttologi che nei secoli successivi hanno tritato, scorporato e ricomposto questo tema. Io vi suggerisco di leggerlo. Poi fatemi sapere!

venerdì 7 aprile 2017

Random Updates. #7

Rubrica di aggiornamenti a caso.

Salve lettori!
Aprile è iniziato e si è portato dietro un profondo e buio blocco del lettore. Le avvisaglie si erano viste già verso fine marzo, ma con l'avvento del nuovo mese le cose si sono davvero aggravate. Credo che buona parte della colpa sia stata mia perché da quando scambio libri su AccioBooks mi lascio invogliare molto più spesso da titoli o autori ai quali prima non avrei dato nemmeno un penny. 
Il primo scoglio è stato Sulla strada di Kerouac. Inizialmente mi piaceva la prosa e mi intrigava molto l'idea del viaggio non come meta, ma come semplice andare. Poi però arrivata verso pagina 100 mi sentivo proprio annoiata e non riuscivo ad andare avanti. Avevo letto molte recensioni su questo romanzo, alcune positivissime, ma altre davvero nere. Ecco, forse dovevo stare a sentire chi ne parlava in modo poco lusinghiero. Non è un romanzo brutto, sia chiaro!, ma non è un romanzo per tutti. Si deve essere portati per leggere Kerouac e apprezzarlo, tutto qua. E io, nonostante avessi il timore di fallire, ho provato a dargli una possibilità, ma mi sono fermata perché il mio viaggio con lui non poteva continuare.
Il secondo scoglio è stato Compagno di sbronze di Bukowski. Non avevo mai letto questo autore e forse ho scelto il libro sbagliato da cui partire, ma sono contenta di averci provato. Almeno adesso so che non mi piace il suo stile e che preferirei non leggere altro di suo (qui mi sono fermata davvero dopo una manciata di pagine, so sorry!),

Ilya Efimovich Repin (1844-1930)
Portrait of Leo Tolstoy (1887)
A risollevare le sorti di un aprile che sembrava ormai destinato ad essere tragico dal punto di vista letterario è arrivato il buon vecchio zio Lev
Quando sono in un momento buio in quanto a letture, mi rifugio sempre in un classico russo perché so che lì posso trovare quello che cerco. I classici russi non mi deludono mai, sono una sicurezza (è per quello che devo sempre averne almeno uno a portata di mano!). 
Ho iniziato Felicità familiare di Tolstoj un paio di giorni fa e devo dire che mi sta piacendo molto. Più che un romanzo è un racconto (in edizione BUR vecchia, con testo a fronte, sono poco più di 200 pagine), ma racchiude in sé tutte le caratteristiche tipiche del romanzo russo, sentimenti compresi!
Ve ne parlerò presto perché la lettura scorre spedita, ma vi basti sapere che, come si usa dire dalle mie parti, la terza volta San Pero 'la benedis (ovvero la terza è la volta buona).
Infatti anche questo libricino è frutto di uno scambio online che, per fortuna, è andato bene (cominciavo a dubitare di tutte le mie scelte...).

Letture a parte, ultimamente sto pensando di rinnovare il blog, svecchiarlo e dargli nuova linfa. Questi pensieri derivano dal mio attuale impegno con il Servizio Civile perché, creando siti e pagine social per le varie Pro Loco, mi sono potuta permettere di fare pratica con piattaforme diverse e programmi semi-professionali. Nelle prossime settimane farò varie prove (quindi se capitate sul blog e vedete tutto diverso o non vedete niente, non preoccupatevi!, sarò soltanto io che smanetto sulle varie sezioni) e sceglierò cosa fare. L'idea che più mi solletica è quella di trasferire tutto su WordPress e creare qualcosa di più moderno, fresco e dinamico, ma non so quanto di ciò sia realizzabile senza perdere troppe informazioni, quindi, come detto, sperimenterò! Ho poi chiesto al mio ragazzo di creare un logo per questo angolino bloggoso così che possa essere maggiormente riconoscibile, una specie di marchio insomma. 
Se vi state spaventando con queste idee di rinnovo, state tranquilli!, non lo faccio perché voglio fare del blog un business, ma perché mi piacerebbe offrire un prodotto di maggiore qualità a voi che mi seguite sempre con affetto. 

In questo senso, la mia idea sarebbe quella di riorganizzare le sezioni dando un taglio più pulito al tutto e, magari, creare contenuti più particolari e che mi rispecchino sempre di più (un po' come questa rubrica nella quale parlo a ruota libera di tutto).
Vorrei quindi conoscere anche la vostra opinione perché non vorrei perdere lettori spostandomi su altre piattaforme o cambiando l'impostazione del blog. Secondo me i tempi sono maturi per un cambiamento di questo tipo, ma vorrei dare la possibilità anche a voi di dire la vostra...

Altre patate bollenti al momento non ce ne sono - per fortuna!, direte voi - quindi per questo post passo e chiudo, sperando di ricevere i vostri commenti e le vostre impressioni. Ovviamente, se il cambio di rotta avverrà, non sarà questione di giorni, ma di mesi, perché ci vuole tempo a fare queste cose e il prodotto finale dovrà essere soddisfacente e completo.
Vi ringrazio se siete arrivati alla fine di questo interminabile post e vi aspetto presto sul blog con altri articoli e nuove chiacchiere!

domenica 2 aprile 2017

Snapshots #24.

Snapshots è una rubrica di recap mensile.
Salve lettori!
Eccomi con qualche giorno di ritardo a raccontarvi il mio mese di marzo. Premetto che è stato un mese (l'ennesimo!) molto frenetico e che non l'ho praticamente visto. Ditemi quando è iniziato perché io, davvero, ero ancora ferma a febbraio e invece è finito marzo...

Come vi ho raccontato qualche giorno fa in un post di aggiornamento, prossimamente spero di poter tornare con novità e qualche vecchia rubrica. Ho anche ripreso il mio bullet journal, semplificandolo al massimo, perché mi sono resa conto che mi aiuta moltissimo ad organizzare la mia vita privata, lavorativa e da blogger. 

Oggi sarò molto breve perché le categorie che posso proporvi sono poche, ma spero comunque di potervi dare qualche spunto interessante...

Un libro.

Potevo non scegliere un classico come preferito del mese?! Ovviamente no!, quindi ecco qui Una storia comune di Ivan Goncarov. Nella mia strampalata recensione (l'avete letta vero?!) ve ne ho parlato da un punto di vista strettamente personale e quello che è uscito assomiglia moltissimo a un vaneggiamento di una pazza scatenata, ma vi giuro che se leggerete questo romanzo, verranno pensieri simili anche a voi!
Penso di aver già detto tutto nella recensione, comunque ci tengo a precisare che questo romanzo è un classico russo adatto a tutti (anche a chi è a digiuno di Russia e letteratura russa) perché è abbastanza breve, ha una storia lineare e molti personaggi riconoscibili (a differenza del buon zio Dosto che li chiama tutti uguale e li mette tutti nella stessa stanza, contemporaneamente e li fa parlare tutti assieme!). Questo per invitarvi a buttarvi e dare un'opportunità a Goncarov!

Una copertina.

Ho visto questo libro su Instagram. Me ne sono innamorata. La copertina mi ha incantata e mi fa ridere moltissimo! 
E poi mi interessa molto l'argomento trattato, infatti il sottotitolo recita "How to write - and read better". Perfetto per me visto che sto cercando di migliorare la mia scrittura e il mio modo di esprimermi.
Sappiate comunque che stavolta l'ho acquistato (anzi me l'ha regalato il mio ragazzo) e dovrebbe arrivare a giorni! Vi saprò dire com'è!

Una canzone.

Il mese scorso vi ho proposto la canzone di Ermal Meta presentata a Sanremo. Dopo quel giorno ho acquistato il doppio cd di questo artista e ora ascolto solo quello quando sono in macchina. Nel primo cd c'è una canzone che adoro per la sua poesia e capacità di entrarti dentro. Purtroppo su YouTube non l'ho trovata. Si intitola Umano e questo è un pezzettino:

Umano troppo umano, forse ho un po' bevuto
se vomito parole poi pulisco tutto
mi pento del peccato di ogni mio respiro
ma almeno se respiro posso dirmi vivo.
Cerco il mio futuro, gli occhi di qualcuno
uno, centomila non c'è più nessuno
chi ti rompe i denti per sentirsi duro
chi ti ruba il pane per sentirsi furbo.

Un articolo.

Vi propongo l'intervista che ho fatto a Gloria Pozzoli per Parte del Discorso. Se non la conoscete, lei è la ragazza geniale che ha creato AccioBooks, quel fantastico sito che permette a noi lettori di scambiare libri online e risparmiare un sacco di soldi, ottenendo comunque i libri che vogliamo. Se non è genialità questa!


Io per questo mese mi fermo qui. Spero di avere maggiori spunti nel corso di questo mese di aprile. Che ne dite di raccontarmi qui sotto i vostri preferiti di marzo? Sarei curiosa di conoscere qualcosa in più sul vostro mese! Alla prossima!

lunedì 27 marzo 2017

Alice nel Paese delle Meraviglie - Attraverso lo Specchio, Lewis Carroll.

Titolo: Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie - Attraverso lo Specchio.
Autore: Lewis Carroll.
Casa Editrice: Mondadori.
Pagine: 344.


Alice.
Alice la Matta.
Alice la Matta che vive avventure fantastiche in compagnia di amici improbabili.
Alice a cui nessuno ha insegnato che non si accettano bevande o dolcetti dagli sconosciuti.
Alice che beve e mangia cose trovate per caso.
Alice, lo Stregatto, il Cappellaio, il Brucaliffo e tutti gli altri.
Alice e la Regina Rossa.
Alice si sveglia, nessuno le crede.
Alice attraversa lo specchio.
Alice incontra altri personaggi strani.
Alice vive altre avventure fantastiche (ed improbabili).
Alice torna alla realtà.

Insomma, un bel potpourri di personaggi, situazioni e accadimenti improbabili, nel segno del nonsense più spinto.
Avevo letto Carroll alle superiori. In estate ci era stata assegnata la lettura di Alice nel Paese delle Meraviglie per le vacanze, ma in versione ridotta e in lingua. Ne conservavo un ricordo sbiadito e volevo recuperare da tempo, ma continuavo a tergiversare. Alla fine però il mio affetto per i personaggi della mia infanzia prima e dei film di Burton poi mi ha convinta a buttarmi in questa lettura assolutamente fuori dalla mia comfort zone.
Devo ammettere che sono rimasta un pizzico delusa. Sapevo che il libro era profondamente diverso dai suoi adattamenti, ma non pensavo così tanto e un po' mi è dispiaciuto. Non ho ritrovato tutte quelle situazioni che mi hanno fatto amare cartone animato e film. Ovviamente, la mia testolina da lettrice sa che prima si dovrebbe leggere il libro e poi vedere gli adattamenti, quindi incasso il colpo e non mi lamento perché me la sono un po' cercata.

Certo è che Carroll (tralasciando dicerie, verità e chiacchiere) ha scritto un capolavoro del nonsense. Non so chi altri prima di lui potrei citare, ma dopo di lui non se ne possono certo citare tanti davvero di rilievo. Quindi sono più che convinta che questo classico vada letto, se non altro per poterne parlare in modo dubbioso e breve come ho fatto io.

E voi avete letto questo famosissimo libro? Vi è piaciuto? Lasciatemi un commento e raccontatemi la vostra esperienza con il nonsense!